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Introduzione

L’agrovoltaico sta prendendo piede in Italia e consiste nell’utilizzo integrato di moduli fotovoltaici su coltivazioni agricole. L’obiettivo principale dell’agrovoltaico è quello sia di soddisfare le richieste energetiche degli agricoltori, per l’alimentazione di attrezzature aziendali, che la produzione di energia elettrica. L’agrovoltaico consente infatti al produttore agricolo di aumentare i suoi profitti, grazie al risparmio sui costi energetici ed alla possibilità di sfruttare incentivi fiscali che possono supportare l’investimento iniziale.

Dall’introduzione del primo impianto fotovoltaico a fini agricoli nel 2009, l’Italia ha avuto un ruolo attivo nello sviluppo dell’agrovoltaico. Il governo ha promosso la diffusione di politiche ambientali e incentivi fiscali per favorire la diffusione della tecnologia. Dal 2009 ad oggi, ci sono state significative evoluzioni in termini di tecnologia dell’agrovoltaico, con l’introduzione di nuove soluzioni innovative che stanno contribuendo a migliorare l’efficienza di tali impianti.

Le sfide dell’agrovoltaico sono principalmente legate ai costi iniziali associati all’installazione di impianti fotovoltaici. Questi costi possono essere ridotti grazie a finanziamenti e sussidi, ma anche per mezzo di incentivi fiscali che possono sostenere l’investimento iniziale.

Vantaggi dell’agrovoltaico

L’agrovoltaico è una forma di energia rinnovabile che offre molti vantaggi sia economici che ambientali. Prima di tutto, può aiutare a ridurre significativamente l’inquinamento ed è un modo per le aziende agricole di produrre energia pulita per alimentare le loro attività. Inoltre, può aiutare a risparmiare denaro a lungo termine grazie ai bassi costi di mantenimento e all’efficienza energetica che offre.

L’energia rinnovabile è una risorsa inesauribile che può essere prodotta in modo efficiente ed ecologico ed è più economica rispetto alle fonti di energia tradizionali come petrolio e carbone. Questo significa che le aziende agricole possono usarla in modo sostenibile senza sacrificare la qualità dell’aria o dell’ambiente.

Inoltre, l’agrovoltaico può essere usato come metodo per aumentare i profitti. Grazie alla legge italiana che prevede incentivi fiscali per l’installazione di impianti fotovoltaici, molti produttori agricoli possono beneficiare di incentivi sulla produzione di energia. Inoltre, l’energia rinnovabile prodotta da questi impianti può essere venduta ad altri utenti, il che consente di aumentare i profitti delle aziende agricole.

Infine, l’agrovoltaico può essere un mezzo per contribuire alla sostenibilità ambientale. L’energia rinnovabile prodotta da questi impianti può sostituire l’energia da fonti non rinnovabili come petrolio e carbone, contribuendo così a ridurre le emissioni di gas serra nell’atmosfera. Con l’agrovoltaico le aziende agricole possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel loro territorio.

Sfide dell’agrovoltaico

Le sfide principali associate all’agrovoltaico in Italia sono i costi iniziali associati all’installazione di impianti fotovoltaici, l’ottenimento di finanziamenti e incentivi, e quanto tempo ci vorrà per recuperare i costi.

I costi iniziali dell’agrovoltaico possono essere piuttosto elevati. Per installare un impianto di energia solare, è necessario acquistare o affittare un terreno agricolo adatto, acquistare una serie di componenti per l’impianto, e pagare per l’installazione. Inoltre, la manutenzione di un impianto agrovoltaico richiede competenze specialistiche.

Anche ottenere finanziamenti può essere una sfida. La maggior parte delle banche e delle assicurazioni non offre ancora finanziamenti specifici per l’agrovoltaico, il che significa che i produttori agricoli devono cercare altri mezzi di finanziamento o fare affidamento sugli incentivi governativi.

Infine, il recupero dei costi iniziali può richiedere tempo. I produttori agricoli possono trarre profitti dall’agrovoltaico grazie all’energia prodotta, dalla vendita e dalla riduzione delle bollette energetiche. Tuttavia, potrebbe essere necessario attendere diversi anni prima che l’investimento iniziale inizi a produrre un ritorno.

Leggi e incentivi fiscali

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede 1,1 miliardi di euro finalizzati allo sviluppo dell’agrovoltaico, con l’obiettivo di installare almeno 1,04 GW di impianti agrivoltaici entro il 30 giugno 2026.

Le risorse disponibili per gli incentivi agrovoltaici sono molteplici. Il programma prevede l’erogazione di finanziamenti a tassi agevolati. Tali finanziamenti possono essere utilizzati per coprire fino al 70% dei costi di installazione dell’impianto e fino al 40% dei costi di gestione dell’impianto. Sono inoltre disponibili incentivi monetari per l’acquisto di materiali da costruzione e attrezzature specializzate.

Il programma prevede anche una serie di linee guida per l’applicazione degli incentivi agrovoltaici. I proprietari di terreni agricoli devono presentare una domanda per ottenere l’accesso al programma di incentivazione. Le domande devono essere accompagnate da documentazione specifica, tra cui documentazione tecnica relativa all’impianto, una stima dei costi e una descrizione dettagliata dell’impianto. I progetti devono inoltre soddisfare i requisiti di ammissibilità previsti dal programma:

  • Requisito A: l’impianto favorisce l’integrazione tra l’attività agricola e la produzione di energia e valorizza il potenziale produttivo di entrambi i sistemi;
  • Requisito B: durante la sua operatività, l’impianto agrovoltaico deve essere gestito in modo da consentire la produzione contemporanea e coerente di energia elettrica e prodotti agricoli;
  • Requisito C: l’impianto deve utilizzare soluzioni integrate innovative;
  • Requisito D: il sistema deve essere dotato di un sistema di monitoraggio per valutare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per diverse tipologie di colture
  • Requisito E: l’impianto deve essere dotato di un sistema di monitoraggio che, oltre a soddisfare l’esigenza D, permette di valutare fattori come il recupero della fertilità del suolo, il microclima e la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici

Il programma prevede che i pagamenti degli incentivi vengano effettuati entro sei mesi dalla data di presentazione della domanda. Gli incentivi vengono erogati in base a una soglia minima e massima.

L’incentivo prevede una percentuale in contanti del 20% dell’investimento iniziale, fino ad un massimo di 5 milioni di euro, erogata sotto forma di sovvenzione. Il finanziamento è concesso in forma di rimborso sui costi reali, sostenuti nell’arco di due anni, e deve essere utilizzato per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Per accedere al programma di incentivazione, è necessario che la superficie della terra su cui verrà installato l’impianto sia almeno pari alla superficie dell’impianto, e che la terra sia di proprietà dell’impresa beneficiaria dell’incentivo. L’impianto deve essere progettato e realizzato in conformità ai requisiti di sicurezza e regolamentazione previsti dal codice italiano delle energie rinnovabili.

Le aziende che si qualificano per l’incentivo devono presentare una richiesta di finanziamento, incluso un piano di spesa dettagliato, e la documentazione necessaria per dimostrare di soddisfare i criteri di ammissibilità.

Le soglie di incentivo previste dal programma di incentivazione Agrovoltaico Italia 2023 vanno da un minimo di 500 mila euro ad un massimo di 5 milioni di euro.

La tecnologia incide sempre più in maniera positiva sull’aumento delle performance degli impianti a energie rinnovabili.

E’ quanto emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio Raptech sulla Digitalizzazione nell’Energia.

Raptech (https://www.raptech.it/) è un’azienda operante nel mercato delle Energie Rinnovabili da oltre 15 anni, offrendo tecnologia, sistemi di monitoraggio e di asset management per impianti fotovoltaici.

L’Osservatorio è il frutto della posizione particolare di Raptech nel mercato italiano, con un’ampia presenza e quota di clienti nella produzione complessiva degli impianti fotovoltaici in Italia, con un focus negli impianti di dimensioni maggiori.

Grazie alla Trasformazione Digitale è possibile aumentare l’efficienza nella gestione degli asset fotovoltaici: l’asset management può richiedere infatti una serie di operazioni ripetitive che, se automatizzate, possono portare ad uno sbalorditivo miglioramento sia in termini di tempo che di qualità dei risultati.

In questo senso, Raptech ha lanciato da tempo sul mercato R-Cloud, uno strumento Web di raccolta e aggregazione dati, che effettua letture giornaliere della “curva di carico” e di tutti i registri disponibili tramite i modem GSE, con valori di produzione su base quarto d’ora, confronto automatico con il Portale Enel Distribuzione, controllo automatico dei pagamenti del GSE e dei dati di vendita dell’energia.

Gli impianti che utilizzano R-Cloud hanno in media una produttività più alta di quelli della stessa classe di potenza a livello nazionale: nel 2022 il delta di produttività degli impianti che utilizzano R-Cloud è ulteriormente aumentato di 4 punti percentuali, rispetto a quanto osservato nel 2021, passando dal 24% al 28%.

La produttività media in Italia di un impianto fotovoltaico è di 1.122 ore equivalenti annue (rapporto tra la produzione e la potenza (kWh/kW), come evidenziato nel Rapporto Statico Solare Fotovoltaico del 2022 pubblicato dal GSE, mentre la produttività media degli impianti fotovoltaici che utilizzano il sistema R-Cloud è di 1.436 ore equivalenti annue, con picchi di 1.605 ore equivalenti annue per gli impianti di classe di potenza sopra i 5.000 KW.

Nel Rapporto Statistico del GSE, le performance migliori si rilevano per gli impianti ubicati nelle regioni meridionali, principalmente per le favorevoli condizioni di irraggiamento e alla diffusione di grandi impianti ubicati a terra, in genere caratterizzati da maggiori ore di produzione, e nel Lazio, favorito dalla significativa incidenza di impianti a terra e impianti a inseguimento. Si osserva come la collocazione geografica e le caratteristiche degli impianti incidano in misura significativa sulle relative performance, con livelli di utilizzazione che variano dalle 1.471 ore medie annue degli impianti a terra in Puglia, alle 1.017 ore medie annue degli impianti non a terra in Lombardia.

Nell’Osservatorio Raptech si riscontra la stessa tendenza, ma con livelli di performance più elevati rispetto alla media nazionale, con indicatori di utilizzazione che variano dalle 1.542 ore medie annue degli impianti a terra in Puglia, seguita dalle poco distanti Sicilia, Calabria e Lazio, che mostrano livelli di utilizzazione compresi tra 1500 e 1400 ore medie annue.

Le regioni con livelli di performance meno elevate sono Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, con livelli di ore medie annue comunque superiori alle 1100 ore medie annue.

“L’analisi dei dati in nostro possesso – spiega Marco Berliocchi, CEO e Cofounder di Raptech – sta delineando una tendenza sempre più chiara: l’utilizzo di strumenti informatici porta necessariamente ad una maggiore produzione di energia, con aumento di produttività e ricavi. La Digital Transformation fa bene all’econonia green”.

In ultimo, va considerato anche l’aspetto della qualità dei dati, vera miniera d’oro per i mercati del Terzo Millennio, di fondamentale importanza soprattutto nell’era dell’Intelligenza Artificiale e delle decisioni automatizzate. Ci sono molti aspetti della qualità dei dati, tra cui la coerenza, l’integrità, l’accuratezza e la completezza: i sistemi devono essere, quindi, in grado di avvisare gli utenti, anche se si verifica un’improvvisa situazione problematica che possa compromettere la qualità dei dati.

Intersolar 2023

Il potenziale delle energie rinnovabili è vasto. Tuttavia, viene utilizzata solo una frazione di questo potenziale e quasi l’80 percento dell’energia necessaria a livello mondiale viene ancora generata da combustibili fossili.

Una cosa è certa, tuttavia: oggi, una fornitura di energia rinnovabile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 è tecnicamente e finanziariamente possibile. Questo fatto, insieme all’attuale situazione politica, è il motivo per cui l’intero settore sta subendo un cambiamento importante e sta crescendo in modo dinamico.

Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (IEA), entro il 2027 il solo fotovoltaico avrà sostituito il gas naturale e il carbone come principale fonte di elettricità.

Con le sue quattro mostre individuali – Intersolar Europe, ees Europe, Power2Drive Europe ed EM-Power Europe – The smarter E Europe ha aperto le proprie porte per 3 giorni, dal 14 al 16 giugno.

Più di 2.450 espositori hanno presentato i loro ultimi prodotti e soluzioni per il nuovo mondo dell’energia sulla più grande piattaforma europea per l’industria energetica. Hanno partecipato oltre 85.000 visitatori provenienti da 160 paesi.

In tre giornate espositive complete, The smarter E Europe ha offerto davvero l’opportunità ideale per esplorare le ultime tendenze, tecnologie e modelli di business incontrando visionari e decisori del settore.

I dati del settore

Il 2022 sarà ricordato come l’anno in cui la diffusione del solare, guidata dall’aumento dei prezzi dell’energia, dalla stabilizzazione della catena di approvvigionamento e dai programmi di ripresa post-pandemia, è entrata in una nuova dimensione di crescita. Nel 2022 il mondo ha connesso alla rete 239 GW di nuova capacità solare, segnando l’ennesimo record assoluto e registrando un impressionante tasso di crescita annuale del 45%, il più alto dal 2016.

Di conseguenza, la capacità solare totale installata globale ha superato la soglia dei Terawatt all’inizio del 2022 e ammontava a quasi 1,2 TW entro la fine dell’anno, con un aumento del 25% rispetto ai livelli del 2021.

L’espansione del solare non ha eguali in altre tecnologie di generazione di energia. Il solare fotovoltaico ha rivendicato i due terzi di tutta la nuova capacità di energia rinnovabile installata lo scorso anno e il più alto tasso di crescita in termini di generazione di elettricità in qualsiasi tecnologia di generazione di energia (24%). Allo stesso tempo, però, il solare soddisfa ancora solo il 4,5% della domanda globale di elettricità, mentre oltre il 70% è fornito da fonti non rinnovabili.

Nel 2022, significative perturbazioni della catena di approvvigionamento, effetti persistenti del COVID-19 e pressioni inflazionistiche, innescate dalla guerra in Ucraina, hanno causato il primo aumento del costo livellato dell’elettricità (LCOE) del solare in oltre un decennio. Ciò, tuttavia, non rappresenta una sfida per la competitività dei costi; Il fotovoltaico solare rimane significativamente più economico dei nuovi combustibili fossili e del nucleare, e i prezzi dei prodotti hanno già iniziato a diminuire negli ultimi mesi e si prevede che torneranno presto ai livelli pre-crisi.

Le installazioni record nel 2022 sono state guidate da una straordinaria performance in Cina, l’indiscusso mercato solare leader mondiale, con quasi 100 GW aggiunti in un solo anno e un enorme tasso di crescita annuale del 72%. Gli Stati Uniti hanno vissuto un anno turbolento nel 2022, ma hanno mantenuto la posizione di secondo mercato nonostante un calo annuo del 6% a 21,9 GW, mentre la ripresa dell’India è continuata nel 2022, con 17,4 GW di nuova capacità installata e una crescita del 23%. Chiudendo i primi 5 paesi del 2022, il Brasile ha raddoppiato il suo tasso di installazione con 10,9 GW, mentre la Spagna è diventata il più grande mercato europeo con 8,4 GW.

La posizione dominante della Cina ha portato la quota dell’Asia-Pacifico al 60%, mentre l’Europa è rimasta stabile al 19% e le Americhe sono scese al 17%. In termini di capacità solare installata pro capite, l’Australia rimane in testa con quasi 1,2 kW/capite, mentre anche i Paesi Bassi hanno superato la soglia di 1 kW/capite, a fronte di una media globale stimata di 144 W/capite.

Tutti gli analisti solari sono fiduciosi che, dopo un 2022 eccezionale, non ci sono dubbi che la forte crescita continuerà nel 2023 – la domanda è piuttosto quanto. Lo scenario medio della ricerca “Global Market Outlook” di Solar Power Europe prevede che nel 2023 saranno installati 341 GW di nuova capacità solare in tutto il mondo, pari a una crescita del 43% che sostanzialmente ripete la straordinaria performance del 2022. Con condizioni di mercato migliorate, tuttavia, le installazioni potrebbero superare i 400 GW già nel 2023. Si prevede che la diffusione del solare continuerà nei quattro anni successivi, con 401 GW aggiunti nel 2024 e un mercato di 617 GW raggiunto nel 2027. Ciò porterà la capacità operativa totale superiore a 2 TW all’inizio del 2025 e 3,5 TW entro la fine del 2027.

La forte espansione del 2022 ha prodotto un numero record di mercati solari ampiamente “sviluppati”. Il numero di mercati solari su scala GW – paesi che installano almeno 1 GW – è passato da 17 nel 2021 a 26 nel 2022. Si prevedono così 32 mercati su scala GW nel 2023, 39 nel 2024 e almeno 53 nel 2025.

Il focus regionale di quest’anno è sul sud-est asiatico. Con il supporto del Global Solar Council (GSC), la ricerca di Solar Power Europe ha fornito un’analisi approfondita della diffusione del fotovoltaico nella regione, che detiene un notevole potenziale solare. Si prevede che il mercato regionale crescerà a 3,8 GW quest’anno, con un aumento del 13% rispetto al 2022, e si espanderà a 13,3 GW entro il 2027 in uno scenario medio.

Il costo dell’energia solare è diminuito drasticamente negli ultimi dieci anni, rendendola la fonte di elettricità più economica in molte parti del mondo. Questo significa anche che possiamo potenzialmente installare pannelli in luoghi che altrimenti sarebbero troppo costosi e generare comunque elettricità con profitto. I pannelli galleggianti (floating), ad esempio, possono generare circa 10.000 TeraWh all’anno evitando l’evaporazione di oltre 100 chilometri cubi di acqua.

Un nuovo studio

Un team internazionale di scienziati ha descritto l’uso di pannelli solari sopra l’acqua. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Sustainability.

Secondo gli esperti, i pannelli solari possono essere collocati in corpi idrici, risparmiando così spazio a terra, ad esempio sui tetti degli edifici. Gli scienziati hanno notato che i pannelli nell’acqua saranno in grado di raccogliere l’energia solare in modo più efficiente, in quanto riceveranno il necessario raffreddamento passivo.

La Ricerca dice che i pannelli installati nell’acqua possono essere una salvezza per l’energia del mondo. Gli esperti hanno calcolato che le esigenze di molte città del mondo possono essere soddisfatte se circa il 30 percento dei corpi idrici vicini fosse occupato da pannelli. Gli scienziati hanno proposto di collocarli sui fiumi e sui laghi di 6256 città in 124 paesi, definendo tale decisione giustificata nell’interesse della conservazione delle risorse.

Inoltre, i pannelli nell’acqua sarebbero in grado di bloccare abbastanza luce solare per ridurre l’evaporazione dell’umidità durante il periodo caldo. Gli autori hanno sottolineato che il più efficace sarebbe il posizionamento di pannelli in corpi idrici vicino a città con una popolazione fino a 50.000 persone.

Come funzionano i pannelli solari galleggianti?

Il fotovoltaico galleggiante (floating) si riferisce a qualsiasi pannello solare che galleggia sopra uno specchio d’acqua. I pannelli solari sono attaccati a strutture galleggianti, mantenuti a galla sulla superficie di uno specchio acqueo. Questi pannelli solari galleggianti si trovano principalmente su laghi e dighe poiché tendono ad essere più calmi degli oceani. Sono realizzati in materiale antiruggine e sono progettati per galleggiare utilizzando polietilene che può sostenere due volte e mezzo il proprio peso.

Il solare galleggiante è un concetto relativamente nuovo e consente di generare elettricità combinando tecnologie marine e di energia rinnovabile. L’elettricità è diretta da questo corpo galleggiante attraverso cavi immersi ad una torre di trasmissione.

I primi brevetti per questo tipo di tecnologia sono stati registrati nel 2008. Da allora, il solare galleggiante è stato installato prevalentemente in paesi come Cina, Giappone e Regno Unito e sta rapidamente guadagnando popolarità anche negli Stati Uniti, in particolare in California e nel New Jersey.

Caratteristiche del solare galleggiante

L’installazione del pannello solare galleggiante è composta da modulo solare, materiale anticorrosivo, telai verticali e orizzontali, corpo galleggiante e supporto di controllo.

Il modulo solare deve essere molto resistente all’umidità, alla polvere, non deve contenere piombo e deve essere ben protetto dall’acqua.

La struttura galleggiante è realizzata con rivestimento in lega di magnesio, altamente resistente alla corrosione.

Vantaggi del Solare Floating

Di seguito sono riportati alcuni dei vantaggi dell’installazione di generatori galleggianti di energia solare:

  1. Non sprechi prezioso spazio terrestre. Molti pannelli solari a terra comportano la perdita di spazio terrestre prezioso. Queste installazioni possono essere attuate in spazi inutilizzati in corpi idrici come impianti di trattamento delle acque reflue, serbatoi di acqua potabile o serbatoi idroelettrici. Inoltre, l’installazione di pannelli solari sui corpi idrici elimina la necessità di deforestazione.
  2. Benefici per l’ambiente. I pannelli solari galleggianti fanno bene all’ambiente. Ad esempio, riducono il fenomeno dell’evaporazione da questi corpi idrici, che è critica nelle aree soggette a siccità. Inoltre, avere pannelli solari che galleggiano sull’acqua riduce la proliferazione algale nell’acqua dolce. Le fioriture algali possono causare complicazioni per la salute quando compaiono nelle fonti di acqua potabile e possono anche portare alla morte di animali e piante nei corpi idrici.
  3. Prestazioni solari migliorate. All’aumentare della temperatura, l’efficienza dei pannelli solari diminuisce. Quando si installano moduli fotovoltaici su corpi idrici, l’acqua fornisce un effetto di raffreddamento, che ne aumenta l’efficienza.
  4. Un altro vantaggio è che molti serbatoi sono vicini sia alle comunità energivore sia alle reti che le servono, facilitando l’utilizzo dell’elettricità ivi generata. Infine, molti serbatoi sono collegati a centrali idroelettriche e le due fonti di energia possono essere controllate come una sola per mantenere un livello stabile di produzione 24 ore su 24 e in qualsiasi condizione meteorologica.

Combattere il surriscaldamento

Quando si tratta di risparmiare acqua, i pannelli avranno un impatto molto maggiore di quanto suggerisca la loro copertura del 30%. Questo perché agiscono abbassando la temperatura dell’acqua piuttosto che bloccando semplicemente la luce solare. Di conseguenza, l’evaporazione si riduce di circa il 45%. Complessivamente, la riduzione dell’evaporazione è di circa 100 chilometri cubi di acqua all’anno, che secondo gli autori sono sufficienti per soddisfare il fabbisogno di circa 300 milioni di persone.

La Ricerca cita specificamente paesi con un’elevata popolazione e scarsità d’acqua che potrebbero trarne vantaggio, come l’Egitto e il Sudafrica. Quest’ultimo, stimano, può generare 144 dei 205 TWh di consumo annuo di elettricità con pannelli solari galleggianti ed evitare di perdere 1,6 chilometri cubi di acqua per evaporazione.

I pannelli solari galleggianti possono funzionare anche nell’oceano. Il fornitore solare di Singapore Sunseap li ha installati in baie dove i pannelli sono relativamente riparati da grandi onde e altre condizioni meteorologiche avverse.

L’energia solare galleggiante è ancora un’idea relativamente nuova, ma sembra avere un grande potenziale in aree dove non c’è abbastanza terra o solo molta acqua.

La lotta contro le pratiche commerciali sleali, conosciute come greenwashing, è un obiettivo importante per la Commissione Europea. Per affrontare questo problema, l’UE ha introdotto una nuova direttiva, nota come “Green Claims”, con l’obiettivo di proteggere i consumatori contro le dichiarazioni “ambientali” false. Questa direttiva incrementerà la loro fiducia nei prodotti “verdi”, in modo da poter fare scelte consapevoli.

Greenwashing è un termine usato per descrivere le pratiche commerciali che mirano a ingannare i consumatori, facendo loro credere che un prodotto sia più ecologico di quanto non sia in realtà. I consumatori possono essere ingannati da affermazioni false sulla sostenibilità di un prodotto, come ad esempio “prodotto con materie prime riciclate” o “risparmio energetico”. Queste affermazioni possono anche essere supportate da immagini evocative, come ad esempio paesaggi verdi e icone ambientali, al fine di rafforzare l’impressione data al consumatore.

La direttiva Green Claims mira a porre fine a queste pratiche ingannevoli, fornendo ai consumatori la possibilità di identificare i prodotti sostenibili, e al contempo incoraggiando le aziende a impegnarsi nelle pratiche ambientali. La direttiva stabilisce standard e requisiti specifici per la comunicazione ambientale, che dovranno essere adottati da tutti i produttori su scala europea.

Attraverso la direttiva Green Claims, l’UE si è impegnata a fornire maggiore trasparenza e informazioni affidabili sui prodotti ecologici. Gli emendamenti introdotti vietano le dichiarazioni che non corrispondono a impegni e obiettivi del produttore chiari, oggettivi, quantificati, fondati su dati scientifici e verificabili. L’UE mira a proteggere i consumatori contro le affermazioni non verificate, incoraggiando l’adozione di pratiche ambientali più responsabili.

Misure introdotte

La direttiva Green Claims dell’UE impone trasparenza nella comunicazione dei produttori, al fine di garantire che i consumatori non siano tratti in inganno. Tale trasparenza deve essere applicata a tutti gli elementi del prodotto, sia quelli legati alla sostenibilità che a quelli non ambientali.

In particolare, la direttiva prevede che le affermazioni ambientali siano accompagnate da obiettivi chiari, oggettivi, quantificati e basati su dati scientifici e verificabili. Inoltre, tali affermazioni devono essere sottoposte a una rigida verifica da parte degli organismi di governance, in modo da garantire che siano vere e accurate.

Un altro importante pilastro della direttiva è l’introduzione di standard di certificazione che devono essere applicati ai prodotti che desiderano definirsi “ambientalmente sostenibili”. Tali standard dovrebbero assicurare che i prodotti siano realmente sostenibili, aiutando così a ridurre i rischi di greenwashing.

Inoltre, l’UE ha introdotto un’innovativa nozione di “eco-design” che mira ad aumentare l’efficienza energetica dei prodotti in tutta l’UE, consentendo così di ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2. Tali misure devono assicurare che i prodotti siano realmente sostenibili e che i consumatori siano in grado di identificarli grazie a un’etichettatura chiara e trasparente.

Infine, la direttiva prevede anche l’introduzione di una nuova regolamentazione in materia di pubblicità verde, al fine di limitare le comunicazioni ingannevoli. Tale regolamentazione dovrebbe assicurare che le aziende non utilizzino l’etichettatura ambigua, vietando inoltre le dichiarazioni che non corrispondono a impegni e obiettivi del produttore chiari, oggettivi, quantificati, fondati su dati scientifici e verificabili.

Benefici

La Direttiva Green Claims dell’UE ha diversi benefici, sia per i consumatori che per le imprese.

In primo luogo, protegge i consumatori dall’inganno, fornendo loro informazioni trasparenti e credibili prima dell’acquisto. Inoltre, le regole introdotte inducono le imprese a una maggiore responsabilità ambientale, poiché devono mantenere gli standard di verifica più rigidi. Così, i consumatori possono avere più fiducia nei prodotti verdi e nelle promesse dei produttori.

Ciò consente ai consumatori di effettuare scelte di acquisto più consapevoli. D’altra parte, le aziende che seguono le regole hanno la possibilità di aumentare la propria immagine di marca, poiché i consumatori sono più propensi ad acquistare prodotti con una chiara dichiarazione ambientale.

Inoltre, la Direttiva Green Claims contribuirà ad un futuro più sostenibile in Europa, poiché incoraggerà le imprese a sviluppare prodotti a basso impatto ambientale. Ciò porterà entrambe le parti a una maggiore consapevolezza ambientale e alle azioni appropriate.

Infine, la Direttiva Green Claims porterà anche un maggiore livello di trasparenza e responsabilità nel commercio al dettaglio. In questo modo, sarà più facile per i consumatori conoscere l’impatto ambientale dei prodotti, poiché tutte le dichiarazioni ambientali devono essere verificate da un ente esterno. Ciò porterà a una maggiore responsabilità per le imprese che non rispettano gli standard.

Conclusioni

La Direttiva Green Claims dell’UE rappresenta un passo importante nella lotta contro il greenwashing. Grazie ai rigorosi standard di verifica imposti dalla direttiva, i consumatori possono essere più sicuri che le dichiarazioni sui prodotti siano vere. Ciò assicura ai consumatori la possibilità di fare scelte consapevoli ed è l’unico modo per raggiungere un futuro più sostenibile in Europa.

Inoltre, la Direttiva Green Claims aiuterà le aziende a diventare più responsabili nei confronti dell’ambiente. Aumentando l’obbligo di trasparenza nelle comunicazioni, le aziende saranno incoraggiate a sviluppare e promuovere prodotti che siano realmente verdi, invece di sfruttare il greenwashing come mezzo per generare profitti.

L’introduzione di standard di verifica più rigidi aiuterà anche a ridurre l’impatto ambientale dei prodotti. Le aziende saranno incentivate a produrre prodotti che siano più sostenibili, poiché saranno tenute a dimostrare che i loro prodotti soddisfano determinati standard ambientali.

Raptech - nucleare Germania

La Germania ha compiuto un passo storico il 15 aprile 2023, abbandonando in via definitiva il proprio programma di produzione di energia nucleare: le autorità hanno scollegato dalla rete le ultime tre centrali nucleari (NPP) operative: Isar-2, Neckarwestheim-2 ed Emsland. Questa decisione, sullo sfondo della crisi energetica, ha provocato discussioni e controversie nella società e negli ambienti politici tedeschi.

Le autorità prevedevano di spegnere le ultime centrali nucleari entro il 1° gennaio 2023, ma alla luce del conflitto in Ucraina e della situazione delle forniture energetiche dalla Russia, si è deciso di prolungare la vita operativa fino al 15 aprile. Il governo tedesco non estenderà nuovamente il funzionamento delle stazioni dopo questa data. La decisione di eliminare gradualmente le centrali nucleari era stata presa nel 2011 sotto Angela Merkel, che a quel tempo ricopriva la carica di cancelliere.

Decenni di proteste contro il nucleare in Germania, scatenate dai disastri di Three Mile Island, Chernobyl e Fukushima, hanno spinto i governi che si sono succeduti a smettere di usare questa tecnologia.

Tensioni nella coalizione di governo

Anche nelle file della coalizione di governo (il Partito socialdemocratico tedesco, i Verdi e il Partito liberale democratico) c’è stata una spaccatura sulla questione della chiusura delle centrali. I Liberi Democratici hanno spinto per la conferma dell’utilizzo dell’energia nucleare e hanno insistito sul fatto che l’energia nucleare sia sicura e rispettosa dell’ambiente. Ma alla fine, i Verdi sono riusciti ad imporre la propria agenda nel governo e ottenere queste ultime chiusure. “L’energia nucleare è troppo costosa, troppo lenta, troppo pericolosa e insostenibile di fronte alla crisi climatica a causa dell’enorme consumo di acqua di raffreddamento“, ha affermato Steffi Lemke, ministro dell’Ambiente e della sicurezza nucleare.

Il Vice Cancelliere, Ministro dell’Economia e della Protezione del Clima della Germania Robert Habek (anche lui “Verde”), a sua volta, ha più volte assicurato che, dal suo punto di vista, la sicurezza energetica in Germania sarebbe stata assicurata anche dopo lo spegnimento dell’ultimo reattore nucleare.

Con questo termineranno 60 anni di storia dell’energia nucleare tedesca: la prima centrale era stata avviata nel 1960 nel distretto bavarese della Bassa Franconia.

Fine dell’era del nucleare per la Germania

Il ministro dell’Economia tedesco Robert Habeck e il ministro dell’Ambiente Steffi Lemke hanno sottolineato l’importanza delle energie rinnovabili.

Puntiamo a produrre l’80% della nostra elettricità qui in Germania da fonti rinnovabili entro il 2030“, ha affermato Habeck. Secondo il ministro, l’affidabilità dell’approvvigionamento energetico in Germania sarà garantita anche dopo la chiusura delle ultime tre centrali nucleari; tale affidabilità sarà garantita, in larga misura, dall’espansione su larga scala dell’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Il ministro dell’Ambiente Lemke ha affermato che l’allontanamento dall’energia nucleare renderà la Germania più sicura, poiché i rischi associati all’energia nucleare sono in definitiva incontrollabili. “Con la chiusura delle ultime tre centrali nucleari, stiamo entrando in una nuova era della produzione di energia“.

Greenpeace considera la fine del nucleare in Germania un “buon giorno” per la protezione del clima ed un successo per il movimento anti-nucleare.

Passaggio anticipato alle fonti energetiche rinnovabili

La promozione dell’uso di fonti energetiche rinnovabili in Germania è iniziata già negli anni ’90; nel 2000 questo è stato sancito dal Renewable Energy Act (EEG). Uno dei componenti era il cosiddetto sovrapprezzo per stimolare la produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili (tedesco: EEG-Umlage), all’interno del quale i costi crescenti dell’espansione della produzione di elettricità verde venivano trasferiti in una certa proporzione ai consumatori. Nel 2022, il governo federale ha rimosso questo supplemento per alleggerire i consumatori di elettricità a causa dell’aumento dei costi energetici.

Oggi la maggior parte dell’elettricità è generata da fonti rinnovabili. Nella prima metà del 2022 rappresentavano circa il 49%. Il governo federale vuole accelerare in modo significativo questo processo negli anni ’20. Misure specifiche comprendono la costruzione di nuovi parchi eolici a terra e in mare aperto, l’utilizzo di tutti i tetti idonei per la generazione di energia solare e l’espansione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli.

Tuttavia, la transizione energetica richiede non solo nuovi impianti, ma anche reti elettriche adeguate. Il trasporto di energia elettrica generata dalle turbine eoliche, principalmente nel nord della Germania e nel sud del paese, dove si trovano grandi imprese industriali, richiede linee di trasmissione di diverse centinaia di chilometri, motivo per cui il Ministero federale dell’economia e della protezione del clima attribuisce grande importanza all’espansione delle reti di distribuzione interregionali e locali.

Un piano per aumentare le capacità locali di produzione di energia verde

La Germania vuole triplicare la quota di fonti elettriche fotovoltaiche in 10 anni. Il governo tedesco ha sviluppato un piano in tre fasi per aumentare la capacità di produzione di energia verde e reti elettriche nel Paese e in Europa. Tra le altre cose, il governo prevede di acquisire partecipazioni in società di produzione di energia rinnovabile e stimolare la produzione locale di turbine eoliche e pannelli solari. L’aumento della propria capacità produttiva “verde” è diventata una priorità irrinunciabile per il Paese. Per sviluppare il piano, la Germania ha tenuto consultazioni pubbliche dall’aprile 2022 al febbraio 2023.

Il ministro dell’Economia e della protezione del clima Robert Habek ha affermato che il piano include:

  • Aiuto alle aziende per investire e mantenere la capacità di produzione di energia rinnovabile. Ha osservato che la Germania vuole definire strumenti aggiuntivi, in particolare una tariffa elettrica speciale per l’industria. Oltre a sostenere i costi operativi, che ora sono contrari alle normative UE. Ad esempio, la Cina offre all’industria tariffe elettriche economiche di 0,07 euro per chilowattora. Il governo prevede inoltre di istituire un “fondo di trasformazione” attraverso il quale cercherà di acquisire quote di società di energia rinnovabile. Ciò dovrebbe incoraggiare gli investimenti, non il coinvolgimento permanente del governo;
  • Mitigazione temporanea dei rischi di espansione della rete eolica ed elettrica onshore. Un proprietario di un parco eolico che non può vendere la sua elettricità a causa di un’arretrata capacità di rete può essere risarcito, ad esempio, utilizzando un nuovo strumento;
  • Una nuova tornata di programmi di finanziamento innovativi approvati dall’UE chiamati Important Projects of Common European Interest (IPCEI) e la loro estensione all’energia solare. Si noti che a questo punto Berlino cercherà il sostegno della Spagna, che per prima ha avanzato questa idea.

Il governo condurrà anche uno studio per ricostruire la catena del valore dell’energia solare in Germania: “Il Paese vuole triplicare la quota di fonti di elettricità fotovoltaica dall’attuale livello di circa il 10% a circa il 30% in soli dieci anni“, ha affermato Jörg Ebel, capo dell’associazione di lobby dell’industria solare BSW.

Ha anche aggiunto che la Germania dovrebbe fare affidamento su qualcosa di più del semplice acquisto di pannelli solari. Il costo dell’attuazione del piano non è ancora noto, ma il sostegno del governo per i costi operativi su larga scala potrebbe essere decisivo. Gli autori hanno sottolineato che una parte significativa del piano tedesco per lo sviluppo dell’industria della tecnologia “pulita” nel suo territorio dipende dai cambiamenti a livello dell’UE. Vincolati dalle norme comunitarie sugli aiuti di Stato, misure come il sostegno speciale per le spese operative sarebbero impensabili. Per attuare le misure, la Commissione deve innanzitutto creare il quadro giuridico richiesto dalla normativa UE in materia di aiuti di Stato.

Habek ha sottolineato che l’iniziativa tedesca potrebbe integrare il piano industriale del Green Deal.

Ricordiamo che la Commissione Europea ha presentato il piano industriale del “Green Deal”, pensato per aumentare la competitività dell’industria europea a zero emissioni e promuovere una rapida transizione verso la neutralità climatica. Come riportato in precedenza da EcoPolicy, la Commissione europea prevede di allentare le regole sugli aiuti di Stato per sostenere gli investimenti verdi, in particolare attraverso incentivi fiscali.

Raptech - comunità energetiche

Le comunità energetiche hanno una lunga storia nell’Europa occidentale, dove sono state lanciate come progetti energetici anti-nucleari e anti-combustibili fossili sin dagli anni ’70.

Oggi sono sempre più un baluardo chiave contro la crisi climatica, rilanciando l’economia locale e rivitalizzando le comunità.

Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono un modello di gestione dell’energia, che comprende gruppi di cittadini, imprese o enti locali che si uniscono per produrre, consumare e scambiare energia rinnovabile. Queste comunità sono basate sulla condivisione dei vantaggi e delle responsabilità, e mirano a promuovere la transizione verso un sistema energetico sostenibile e decentralizzato, in modo da ridurre la dipendenza dalle fonti di energia tradizionali.

Le comunità energetiche rinnovabili possono essere costituite da diversi tipi di attori, tra cui privati, aziende, agricoltori e amministrazioni pubbliche locali. Inoltre, queste comunità possono essere di dimensioni diverse, a seconda delle esigenze della zona in cui sono presenti. L’energia prodotta dalle comunità energetiche rinnovabili può essere utilizzata per alimentare le abitazioni, le attività commerciali e l’illuminazione pubblica.

Sono costruite sul concetto di autoconsumo energetico locale. Sebbene non sia un concetto nuovo, ha acquisito importanza negli ultimi anni per i numerosi vantaggi che offre e perché ha ricevuto un certo status legale e giuridico sulla strada per diventare una leva chiave per accelerare la transizione verso un’energia più sostenibile.

Cosa fa una comunità energetica?

La comunità energetica è libera di impegnarsi nella produzione, distribuzione, fornitura, consumo, aggregazione e stoccaggio di energia, come l’installazione di parchi fotovoltaici o di turbine eoliche. Allo stesso tempo, tale comunità ha il diritto di offrire servizi di efficienza energetica o servizi di ricarica per veicoli elettrici nella sua località. In questo caso la comunità può ed è incoraggiata a sfruttare opportunità di produzione di energia rinnovabile che possono essere implementate più facilmente per aree più piccole che a livello nazionale.

Assieme a questo diritto all’attività, una comunità energetica ha anche l’obbligo di possedere e gestire una centrale elettrica o un impianto di produzione di energia elettrica. Tali norme assicurano il coinvolgimento della comunità nell’efficienza dei consumi energetici locali.

Regolamentazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia

L’obiettivo della Regolamentazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili è quello di creare un quadro normativo chiaro e stabile per la creazione e lo sviluppo di queste comunità. Ciò permette di aumentare la sicurezza giuridica per gli investitori, stimolare la partecipazione dei cittadini e promuovere la diffusione delle fonti di energia rinnovabile in Italia.

Grazie alla conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162/2019 anche in Italia sono state introdotte le “Comunità Energetiche Rinnovabili” previste dalla Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE), ovvero associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi finalizzati alla produzione e all’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili. Questo decreto ha introdotto il concetto di “comunità energetica” e ha stabilito le regole per la creazione e il funzionamento di queste comunità.

Questa conversione in legge rappresenta un importante passo verso uno scenario energetico basato sulla generazione distribuita che certamente potrà favorire lo sviluppo di energia cosiddetta “a  chilometro zero” e di reti intelligenti o Smart Grid.

Quali sono gli elementi chiave di una comunità energetica?

  • Possono partecipare come membri le persone fisiche, le persone giuridiche, gli enti locali (compresi i comuni) o le PMI.
  • Controllo democratico e processo decisionale: la comunità energetica deve essere controllata dai membri e deve essere “autonoma”: nessun singolo membro (soprattutto una società o un istituto finanziario) può esercitare un’influenza sproporzionata sulle decisioni della comunità.
  • Partecipazione aperta e volontaria: la comunità deve essere aperta a tutti i possibili membri sulla base di criteri non discriminatori e consentire loro di ritirarsi.
  • Scopo alternativo all’ottenimento del profitto: la comunità energetica deve avere come scopo principale l’erogazione di vantaggi ambientali, economici o sociali tra i suoi membri. I membri della comunità possono ottenere un ritorno finanziario sul loro investimento.

Quali sono i vantaggi delle comunità energetiche?

Le comunità energetiche offrono numerosi vantaggi e benefici sia per i singoli partecipanti che per l’intera comunità. Questi sono un esempio di economia circolare e di sviluppo sostenibile, in quanto promuovono l’uso di fonti di energia pulita e riducono la dipendenza dalle fonti fossili. Inoltre, le comunità energetiche possono contribuire a creare posti di lavoro locali e a ridurre i costi energetici per i membri.

  • Riduzione dei costi energetici. Grazie alla condivisione di energia tra i membri della comunità, si possono ottenere prezzi più bassi rispetto all’acquisto di energia da fonti tradizionali.
  • Riduzione delle emissioni di CO2. Le comunità energetiche possono anche contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2. Utilizzando fonti di energia rinnovabile, come l’energia solare o eolica, le comunità energetiche possono ridurre l’impatto ambientale della produzione di energia.
  • Maggiore sicurezza energetica. Le comunità energetiche offrono anche maggiore sicurezza energetica. Grazie alla produzione di energia all’interno della comunità e alla condivisione di energia tra i membri, si riduce la dipendenza dalle fonti di energia tradizionali e dai fornitori esterni. Inoltre, in caso di blackout o interruzioni di energia, le comunità energetiche possono continuare a funzionare grazie alla loro capacità di produrre e condividere energia in modo indipendente.
  • Sviluppo di comunità locali. Le comunità energetiche rappresentano un’opportunità per lo sviluppo di comunità locali. Queste sono basate sulla partecipazione attiva dei cittadini, che si uniscono per produrre, distribuire e consumare energia. In questo modo si crea una maggiore consapevolezza e coinvolgimento dei cittadini nella gestione dell’energia, favorendo lo sviluppo di comunità locali più resilienti e sostenibili.
  • Miglioramento della qualità dell’aria. La produzione di energia da fonti rinnovabili, come il sole e il vento, non emette sostanze inquinanti nell’atmosfera, cosi le CER contribuiscono al miglioramento della qualità dell’aria. Inoltre, le comunità energetiche possono promuovere l’uso di veicoli elettrici o a idrogeno, riducendo ulteriormente le emissioni di gas nocivi per la salute
  • Promozione dell’innovazione tecnologica. La partecipazione attiva dei cittadini nella gestione dell’energia crea un ambiente favorevole all’innovazione, incoraggiando lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni per la produzione, distribuzione e consumo di energia. Le comunità energetiche possono favorire la diffusione di tecnologie già esistenti, come i pannelli solari e le turbine eoliche, rendendole più accessibili ai cittadini.

Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia: la situazione attuale e prospettive

Attualmente, in Italia ci sono alcune Comunità Energetiche Rinnovabili che stanno cercando di promuovere l’uso di energia rinnovabile. Queste comunità sono composte da persone che credono nella necessità di un cambiamento verso fonti di energia sostenibili e che vogliono fare la loro parte per contribuire a questo cambiamento. Le Comunità Energetiche Rinnovabili stanno diventando sempre più popolari in Italia.

Secondo i dati del Registro delle Comunità Energetiche Rinnovabili, aggiornati al marzo 2023, sono state costituite 120 CER in tutta Italia, principalmente nelle regioni del Nord. Le CER producono principalmente energia da fonti solari e idroelettriche, ma si stanno sviluppando anche progetti di produzione da biomasse e geotermia.

In Italia ci sono più di 3.500 Comuni che usano solo energia rinnovabile e in cui la produzione elettrica da rinnovabili supera i fabbisogni delle famiglie residenti. Inoltre, secondo uno studio del Politecnico di Milano, (Electricity Market Report) stima che entro il 2025 le energy community italiane saranno circa 40mila e coinvolgeranno circa 1,2 milioni di famiglie, 200mila uffici e 10mila PMI.

Per il prossimo futuro, è attesa una crescita esponenziale del numero di Comunità energetiche.

Raddoppio delle presenze totali (e più che raddoppiate quelle estere) per K.EY, la manifestazione italiana per le energie rinnovabili e l´efficienza energetica, punto di riferimento in Italia, Africa e bacino del Mediterraneo, a cui ha partecipato anche Raptech con la presenza del nostro CEO e Cofounder Marco Berliocchi.

L´evento si è svolto per la prima volta senza la contemporaneità di Ecomondo, K.EY . The Energy Transition Expo ha superato le attese, raccogliendo numerosissime adesioni a livello nazionale, europeo ed extraeuropeo e confermando non solo come in questo settore il made in Italy sia all´avanguardia, ma anche come il nostro paese sia fortemente attrattivo per i produttori esteri.

In fiera erano presenti oltre 600 brand, di cui circa il 28% estero, con i principali leader di mercato di tutti i settori e un significativo ampliamento delle filiere. Oltre 300 i buyers stranieri presenti – provenienti da Nord Africa, Africa subsahariana, Europa, Est Europa, Balcani, Asia, Medio Oriente e America Latina – grazie al supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE Agenzia, con oltre 23 Associazioni internazionali.

Grazie al palinsesto molto ricco di ospiti, dibattiti ed espositori, K.EY è stata un’opportunità formativa e di aggiornamento professionale per tutti ma anche un’occasione per rimanere costantemente informati su ultime tecnologie, aspetti legislativi, trend di sviluppo, nuovi mercati emergenti e su tutte le novità dal mondo dell’energia e delle rinnovabili.

Agli update sul versante tecnologico sono stati dedicati diversi appuntamenti del ForumTech 2023, organizzato da Italia Solare in contemporanea con K.EY. Si è andati da una discussione sulle configurazioni dei sistemi di accumulo nei vari segmenti di mercato alle novità in materia di pulizia dei pannelli, utilizzo dei droni, componentistica, digital tools e advanced analytics, all’analisi del ciclo di vita dei moduli fotovoltaici.

K.EY ha dato poi spazio a prodotti e tecnologie dei settori solare, fotovoltaico e storage a SEC, Solar Exhibition and Conference, per l´eolico a WEM, Wind Expo for Med e per tecnologie e progetti per la produzione e stoccaggio di idrogeno a Hye,  efficienza energetica e storage in ambito industriale e nel building, con tecnologie e servizi a disposizione delle aziende per ottimizzare i propri consumi energetici e ridurre il carbon footprint nell´area trasversale EFFI – Energy Efficiency Expo. E ancora, eME, e-Mobility Expo e Sustainable City dedicate rispettivamente alla mobilità elettrica e sostenibile, dalle infrastrutture di ricarica ai servizi di mobilità interconnessa, e alla smart city. E nell´attualissimo Sustainable Building District, focus sull´edilizia sostenibile, in collaborazione con il main partner Green Building Council Italia.

Alla rivoluzione delle Comunità Energetiche sono stati dedicati diversi appuntamenti, tra cui un incontro per approfondire il ruolo che le ESCo (Energy Service Company) possono ricoprire nelle fasi di promozione, sviluppo, finanziamento e gestione delle diverse iniziative di generazione distribuita e un punto della situazione sugli aspetti normativi, in rapido cambiamento negli ultimi anni e mesi man mano che l’Italia ha recepito le direttive Ue di riferimento e si sono sviluppati i primi progetti concreti.

Ad EdizioniAmbiente è infine stata affidata la cura di Salotto Solare, un momento di discussione su diversi modi di affrontare l’energia in 5 tappe con altrettante presentazioni di libri. Mercoledì 22 Marco Gisotti ha presentato Ecovisioni e Livio De Santoli Energia per la gente. Giovedì 23 Stefano Belletti ha presentato Verde & Digitale e Gianluca Ruggieri Che cos’è la transizione ecologica. Infine, venerdì 24 Gianni Silvestrini ha presentato il suo Che cosa è l’energia rinnovabile, vincitore del Premio Demetra 2022 per la letteratura ambientale.

CONVEGNI E SUMMIT, RETE DI NETWORKING
K.EY ha favorito una costante interlocuzione con le istituzioni e connettendo fra loro i key player del settore, grazie ad un ricco palinsesto di eventi e convegni internazionali definiti dal Comitato tecnico Scientifico di K.EY presieduto dal prof. Gianni Silvestrini.

Per la prima volta, si è tenuto il K.EY ENERGY SUMMIT, Stati Generali delle Fonti Rinnovabili, un momento di confronto pubblico promosso da ANEV, Elettricità Futura, ITALIA SOLARE, Consorzio Italiano Biogas, Federidroelettrica, ANIE Rinnovabili, Assoidroelettrica e Coordinamento FREE per sottoporre al Governo proposte organiche e coordinate, che hanno raccolto la disponibilità del Viceministro del MASE Vannia Gava.


Una seconda, ma non meno importante novità, è stata rappresentata dalla presentazione del 1° Rapporto sulla geografia produttiva delle rinnovabili in Italia, promosso e realizzato da Fondazione Symbola e Italian Exhibition Group, in collaborazione con le principali Associazioni di categoria del comparto, per ricostruire, insieme ai più importati player italiani del mercato, le caratteristiche e la distribuzione territoriale e settoriale delle imprese della filiera delle energie rinnovabili.

In concomitanza con K.EY anche The European Exhibition of Electrical power System, la manifestazione europea dedicata all´intero ecosistema della generazione, distribuzione, sicurezza ed automazione elettrica, organizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l´Associazione Generazione Distribuita, Motori, Componenti, Gruppi Elettrogeni federata ANIMA Confindustria.

K.EY tornerà alla fiera di Rimini di Italian Exhibition Group dal 28 febbraio al 1 marzo 2024. Per il mondo della sostenibilità, prossimi appuntamenti IEG a CDEPE (Chengdu, Cina, 30 marzo – 1 aprile), Ecomondo Mexico (Guadalajara, Messico, 26 aprile – 28 aprile) e quindi con Ecomondo, dal 7 al 10 novembre prossimi, alla Fiera di Rimini.

Nei prossimi decenni, le tecnologie digitali renderanno i sistemi energetici di tutto il mondo più connessi, intelligenti, efficienti, affidabili e sostenibili. Gli straordinari progressi nei dati, nell’analisi e nella connettività stanno abilitando una gamma di nuove applicazioni digitali come elettrodomestici intelligenti, mobilità condivisa e Internet of Things. I sistemi energetici digitalizzati in futuro potrebbero essere in grado di identificare chi ha bisogno di energia e fornirla al momento giusto, nel posto giusto e al minor costo. Ma fare tutto bene non sarà facile.

Alcuni degli ostacoli più rilevanti incontrati dalle aziende del settore sono:

  • Dati energetici geograficamente dispersi: si perde l’opportunità di sfruttarli in modo significativo.
  • Mancanza di una piattaforma integrata: impedisce agli operatori del settore di prendere decisioni informate, lasciando i dati isolati e non verificati sul mercato.
  • Impossibilità di tenere traccia delle risorse: dai modelli storici alle tendenze della domanda e dell’offerta, il monitoraggio è necessario per ottimizzare la fornitura di energia pulita.
  • Mancanza di obiettivi chiari e tracciabili: l’assenza di una tabella di marcia verso l’adozione di nuove tecnologie e di un piano d’azione impedisce il progresso verso l’efficienza energetica.

E’ quanto emerge dal primo Osservatorio Raptech sulla Digitalizzazione nell’Energia.

Raptech (https://www.raptech.it/) è un’azienda operante nel mercato delle Energie Rinnovabili da oltre 15 anni, offrendo tecnologia, sistemi di monitoraggio e di asset management per impianti fotovoltaici.

L’Osservatorio è il frutto della posizione particolare di Raptech nel mercato italiano, con un’ampia presenza e quota di clienti nella produzione complessiva degli impianti fotovoltaici in Italia, con un focus negli impianti di dimensioni maggiori.

Grazie alla Digital Transformation in ambito Energetico è possibile aumentare l’efficienza nella gestione degli asset fotovoltaici. L’asset management può richiedere infatti una serie di operazioni ripetitive che, se automatizzate, possono portare ad uno sbalorditivo miglioramento sia in termini di tempo che di qualità dei risultati.

A questo proposito, Raptech ha lanciato da tempo sul mercato la piattaforma proprietaria R-Cloud, uno strumento Web di raccolta e aggregazione dati, che effettua letture giornaliere della “curva di carico” e di tutti i registri disponibili tramite i modem GSE, con valori di produzione su base quarto d’ora, confronto automatico con il Portale Enel Distribuzione,  controllo automatico dei pagamenti del GSE e dei dati di vendita dell’energia.

Per Ore equivalenti di utilizzazione si intende il rapporto tra la produzione e la potenza (kWh/kW) e dalla Ricerca emerge che gli impianti che utilizzano R-Cloud hanno in media il 25% in più di ore equivalenti di utilizzazione, e quindi una produttività più alta rispetto a quelli della stessa classe di potenza a livello nazionale. Il dato emerge dal confronto tra l’Osservatorio Raptech sui propri clienti e i dati a livello complessivo italiano del Rapporto Statistico Solare Fotovoltaico del GSE sulle Ore equivalenti.

“L’analisi dei dati in nostro possesso – spiega Marco Berliocchi, CEO e Cofounder di Raptech – ci ha permesso di quantificare il beneficio reale derivante dall’utilizzo di strumenti informatici in termini di maggiore produzione di energia. Gli impianti in nostra gestione, infatti, hanno mostrato un incremento sostanziale della produttività e un aumento dei ricavi derivanti dagli incentivi e dalla vendita dell’energia.”

Per restare al passo con i tempi, e per incontrare clienti e stakeholder, Raptech sarà presente il 22 Marzo a Rimini con il CEO e Cofounder Marco Berliocchi: scrivici per prenotare un appuntamento.

Nel 2030 il 72% della produzione di elettricità dovrà provenire da fonti rinnovabili. K.EY raccoglie la sfida e, alla sua prima edizione dal 22 al 24 marzo 2023 a Rimini, raccoglierà il testimone da Key Energy, che si sta trasformando in un evento autonomo, con un nuovo format, un nuovo posizionamento e un nuovo periodo dell’anno.

K.EY offre una vetrina completa per la tecnologia, le soluzioni integrate e i servizi che possono guidare la transizione energetica verso un’economia a emissioni zero. È anche un hub culturale, scientifico e tecnico e un catalizzatore di comunità in grado di connettere stakeholder, attori e leader nel settore delle energie rinnovabili, dando loro l’opportunità di confrontarsi: non solo una piattaforma di business, ma anche e soprattutto un’opportunità per la formazione e l’informazione sul tema dell’energia e sull’accelerazione del processo di transizione energetica già in atto.