Osservatorio Raptech sulla Digitalizzazione dell’Energia: terza edizione

Osservatorio Raptech sulla Digitalizzazione dell’Energia: terza edizione

Sempre più determinante l’impatto positivo della tecnologia sull’aumento delle performance degli impianti a energie rinnovabili.

Lo rivela la nuova edizione dell’Osservatorio Raptech sulla Digitalizzazione nell’Energia.

Raptech (https://www.raptech.it/) è un’azienda operante nel mercato delle Energie Rinnovabili da oltre 15 anni, offrendo tecnologia, sistemi di monitoraggio e di asset management per impianti fotovoltaici.

L’Osservatorio è il frutto della posizione particolare di Raptech nel mercato italiano, con un’ampia presenza e quota di clienti nella produzione complessiva degli impianti fotovoltaici in Italia, con un focus negli impianti di dimensioni maggiori. Gli impianti che utilizzano il sistema R-Cloud dell’Azienda producono 3 GWh di energia all’anno, equivalenti al consumo di energia elettrica dei comuni di Genova e Modena messi insieme.

Raptech ha lanciato da tempo sul mercato R-Cloud, uno strumento Web di raccolta e aggregazione dati, che effettua letture giornaliere dei contatori tramite modem, confronto automatico con il Portale del Distributore, controllo automatico dei pagamenti degli incentivi e dei dati di vendita dell’energia.

 

 

Gli impianti che utilizzano R-Cloud hanno in media ore di utilizzazione equivalenti e quindi una produttività più alta del 25% rispetto a quelli della stessa classe di potenza a livello nazionale. Il dato emerge dal confronto tra l’Osservatorio Raptech sui propri clienti e i dati a livello complessivo italiano del Rapporto Statistico Solare Fotovoltaico del GSE sulle ore equivalenti per classe di potenza negli ultimi 3 anni.

 

 

Nel 2022 La produttività media in Italia di un impianto fotovoltaico è stata di 1.122 ore equivalenti annue, come evidenziato nel Rapporto Statico Solare Fotovoltaico del 2022 pubblicato dal GSE, mentre la produttività media degli impianti fotovoltaici che utilizzano il sistema R-Cloud è di 1.432 ore equivalenti annue, con picchi di 1.509 ore equivalenti annue per gli impianti di classe di potenza superiore ai 5.000 KW.

In termini di producibilità degli impianti, la performance media di un impianto in Italia è di 3 ore al giorno, che significa che l’impianto ha prodotto in un giorno una quantità di energia equivalente a quella che avrebbe prodotto operando a piena capacità (situazione di irraggiamento ideale o ore di pieno sole) in 3 ore.

 

 

Per gli impianti che utilizzano R-Cloud, la producibilità degli impianti è di 4 ore al giorno. Quest’ora in più al giorno ad impianto corrisponde a 365 ore annue e fino a circa 100,000 € di Ricavi annui in più per un impianto di 1 MW.

Per quanto riguarda la tipologia degli impianti, abbiamo osservato che gli impianti mono-assiali e bi-assiali generano ore equivalenti più elevate di quelli a terra. In particolare, gli impianti mono-assiali e bi-assiali generano ore equivalenti tra il 20% e il 25% superiori rispetto a quelle degli impianti fissi.

Gli impianti che sono stati oggetto di Revamping mostrano, dai dati in nostro possesso, un aumento di produttività, e quindi un incremento di ore equivalenti generate pari al 10% rispetto al periodo precedente al Revamping, con picchi di incremento del 20% su alcuni impianti.

 

 

La Redditività è più alta per gli impianti incentivati dai primi conti energia (più generosi), ma tutti gli impianti mostrano un progressivo aumento della componente di reddito proveniente dalla Vendita di Energia rispetto a quella di ricavi da incentivi. Con il passare del tempo, si passa da una componente di vendita dell’11% nel 2021 al 26% nel 2023. Gli impianti incentivati dai primi conti energia hanno una profittabilità più alta, ma tutti gli impianti ottengono una componente di ricavi generati dalla vendita di energia, che pesa tra il 20% e il 45%.

Nel Rapporto Statistico del GSE, le performance migliori si rilevano per gli impianti ubicati nelle regioni meridionali, principalmente per le favorevoli condizioni di irraggiamento e per la diffusione di grandi impianti ubicati a terra, in genere caratterizzati da maggiori ore di produzione, e nel Lazio, favorito dalla significativa incidenza di impianti a terra e impianti a inseguimento.

Si osserva come la collocazione geografica e le caratteristiche degli impianti incidano in misura significativa sulle relative performance, con livelli di utilizzazione che variano dalle 1.471 ore medie annue degli impianti a terra in Puglia, alle 1.017 ore medie annue degli impianti non a terra in Lombardia.

 

 

Nell’Osservatorio Raptech si riscontra la stessa tendenza, ma con livelli di performance più elevati rispetto alla media nazionale, con livelli di utilizzazione che variano dalle 1.542 ore medie annue degli impianti a terra in Puglia, seguita dalle poco distanti Sicilia, Calabria e Lazio, che mostrano livelli di utilizzazione compresi tra 1500 e 1400 ore medie annue.

Le regioni con livelli di performance meno elevate sono Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Lombardia, con livelli di ore medie annue, comunque, superiori alle 1100 ore medie annue.

 

 

Gli strumenti digitali, quindi, assumono chiaramente un ruolo di variabile chiave per la produttività degli impianti, assieme alla tipologia di impianto, al revamping e all’ubicazione geografica.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati che scaturiscono dalle nostre analisi, sono una conferma che la qualità e la digitalizzazione sono un investimento ad altissimo rendimento” – spiega Marco Berliocchi, CEO e Cofounder di Raptech”.