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La transizione energetica è un tema fondamentale del nostro tempo. Con l’aumento della temperatura globale è essenziale ridurre le emissioni di gas serra e accelerare l’adozione di energie rinnovabili. In questo contesto, l’arte emerge come un potente strumento di comunicazione e sensibilizzazione sul tema del climate change per promuovere la transizione energetica verso fonti rinnovabili e sostenibili.

Attraverso mostre, performance, workshop, progetti artistici e collaborazioni interdisciplinari, è possibile coinvolgere il pubblico in un dialogo aperto e inclusivo sulle sfide e le opportunità legate alla sostenibilità ambientale, stimolando l’empatia, la solidarietà e la responsabilità collettiva.

L’arte non solo educa ma ispira anche azioni concrete, stimolando il pubblico a riflettere sulle proprie scelte energetiche. Come ha detto l’artista Olafur Eliasson, “L’arte può renderci consapevoli di ciò che ancora non sappiamo e, in questo processo, spingerci verso il cambiamento.” Questa potenzialità dell’arte nel comunicare e mobilitare è essenziale per affrontare la crisi climatica e promuovere una transizione energetica efficace.

L’Arte come strumento di comunicazione

L’arte può svolgere un ruolo importante nella comunicazione e nella divulgazione della transizione energetica e dei cambiamenti climatici. Ecco alcuni modi in cui l’arte contribuisce a questo processo:

  1. Sensibilizzazione e educazione: le opere d’arte possono catturare l’attenzione del pubblico e sensibilizzarlo sui temi ambientali. Mostre, installazioni e performance possono educare le persone sui problemi legati ai cambiamenti climatici e sull’importanza della transizione energetica;
  2. Messaggi visivi potenti: l’arte visiva può trasmettere messaggi complessi in modo semplice e immediato. Fotografie, video e installazioni possono illustrare gli impatti dei cambiamenti climatici e le soluzioni possibili;
  3. Coinvolgimento emotivo: le opere d’arte evocano sentimenti di empatia e connessione personale con i temi trattati. Quando il pubblico si identifica con l’opera, è più probabile che sia influenzato dal messaggio. Installazioni che coinvolgono diversi sensi (vista, udito, tatto, ecc.) possono creare un’esperienza immersiva e lasciare un impatto duraturo. Questo può motivare le persone a prendere azioni concrete per contribuire alla transizione energetica;
  4. Collaborazioni interdisciplinari: artisti possono collaborare con scienziati, ingegneri e attivisti per creare opere che combinano creatività e conoscenze tecniche. Queste collaborazioni possono produrre soluzioni innovative e coinvolgenti;
  5. Progetti comunitari: l’arte può essere utilizzata per coinvolgere le comunità locali nei progetti di transizione energetica. Installazioni pubbliche, murales e progetti artistici partecipativi possono creare un senso di appartenenza e responsabilità.
  6. Narrativa e Storia: l’arte è un potente strumento per raccontare storie e narrazioni che possono ispirare cambiamenti. Attraverso la narrazione visiva e testuale, l’arte può raccontare storie di comunità che hanno affrontato e superato sfide legate al cambiamento climatico. Questi racconti di resilienza possono ispirare altre comunità a prendere azioni simili. Un esempio di narrazione e storia attraverso l’arte è il progetto artistico “Before It’s Too Late” di Mel Chin, che utilizza la realtà aumentata per mostrare come il cambiamento climatico potrebbe trasformare i paesaggi iconici del mondo. Attraverso narrazioni visive e immersive, l’opera invita il pubblico a riflettere sull’urgenza dell’azione climatica.

In questo contesto, l’arte diventa un mezzo di comunicazione e divulgazione potente e trasformativo per promuovere la consapevolezza ambientale.

Olafur Eliasson e The Weather Project

Nel 2003, Olafur Eliasson ha presentato una delle sue opere più iconiche, The Weather Project, presso la Tate Modern di Londra. Questa monumentale installazione ha trasformato la Turbine Hall in un paesaggio etereo, con un sole artificiale che emergeva da una nebbia sottile. Utilizzando 200 lampade mono-frequenza a basso sodio, Eliasson ha creato un ambiente dominato da toni di nero e giallo. Una struttura semicircolare, sospesa su un soffitto a specchio, completava l’illusione, permettendo ai visitatori di riflettersi e sentirsi parte del paesaggio celeste.

L’impatto di The Weather Project è stato profondo. Eliasson non intendeva spingere un’agenda specifica, ma piuttosto offrire uno spazio di riflessione personale. “Volevo che le persone si immergessero in un’esperienza collettiva che le connettesse all’universo”, ha spiegato Eliasson. La sua opera ha incoraggiato gli spettatori a rivalutare la loro relazione con la natura, stimolando una consapevolezza condivisa. Questa installazione ha infatti sottolineato l’interconnessione tra l’umanità e il mondo naturale, influenzando la percezione pubblica del cambiamento climatico.

Attraverso l’illusione e la partecipazione, Eliasson ha creato un potente strumento di sensibilizzazione, capace di stimolare riflessioni profonde sulla nostra posizione nel sistema solare e, in ultima analisi, sul nostro ruolo nella crisi climatica globale.

credits:

The weather project, 2003
Tate Modern, London – 2003
Photo: Tate Photography (Andrew Dunkley & Marcus Leith)

L’Impatto di Pietro Ruffo

Pietro Ruffo è un artista italiano noto per le sue opere che affrontano temi complessi come il cambiamento climatico. Le sue creazioni invitano gli spettatori a riflettere su questioni ambientali e sociali attraverso un approccio artistico distintivo. Ruffo utilizza una combinazione di disegno, scultura e installazioni per esplorare la relazione tra l’uomo e la natura, spesso incorporando mappe e simboli che sottolineano l’interconnessione globale.

Ha esposto in numerose gallerie e musei internazionali, tra cui il Palazzo Esposizioni di Roma, la Biennale di Venezia e il Museo di Arte Contemporanea di São Paulo.

Una delle sue mostre recenti, intitolata “L’ultimo meraviglioso minuto“, è stata presentata al Palazzo Esposizioni di Roma ed esplora l’impatto dell’uomo sulla Terra. “Se riduciamo i 13,8 miliardi di anni dell’universo a un periodo di dodici mesi, i dinosauri compaiono verso Natale, mentre i primi Homo sapiens arrivano solo pochi minuti prima dei fuochi d’artificio di Capodanno” (cit. Rebecca Wragg Sykes)

L’opera è una potente rappresentazione artistica dell’urgenza climatica. Attraverso un intricato intreccio di mappe, elementi naturali e figure simboliche, Ruffo cattura la bellezza effimera del nostro pianeta di fronte alla crisi ambientale. L’artista utilizza il suo stile raffinato per evocare un mondo sospeso tra meraviglia e distruzione, invitando lo spettatore a riflettere sul tempo che scorre inesorabile e sull’impatto delle nostre azioni sulla Terra. Un’opera che non solo denuncia, ma suggerisce anche la speranza di un cambiamento possibile.

L’approccio unico di Ruffo sta nel suo uso simbolico di elementi geografici per trasmettere messaggi potenti. Le sue opere non si limitano a rappresentare la bellezza della natura, ma sollevano anche domande critiche sul nostro futuro.

credits:

Pietro Ruffo. L’ultimo meraviglioso minuto  |  foto Giorgio Benni

Simone Tramonte e la Fotografia

Simone Tramonte è un fotografo italiano specializzato nella documentazione di tematiche sociali e ambientali contemporanee. Dopo aver conseguito una laurea in Economia, ha deciso di seguire la sua passione per la fotografia e dal 2008, il suo lavoro si concentra sull’analisi del rapporto tra le persone e l’ambiente, con l’obiettivo di documentare come le tecnologie innovative possano modellare queste relazioni verso un futuro più sostenibile.

Il suo progetto a lungo termine “NET-ZERO TRANSITION” ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Sony World Photography Awards nel 2021 e il World Press Photo nel 2023. Questo lavoro è stato pubblicato su riviste internazionali come National Geographic, The Guardian, GEO, Der Spiegel, L’Espresso e Wired.

Il progetto si concentra sulle tecnologie innovative necessarie per raggiungere un’economia a zero emissioni. Tramonte cattura le trasformazioni in atto, rendendo visibili le sfide e le soluzioni che accompagnano la transizione energetica.

Le fotografie di Tramonte, come molte altre immagini iconiche, hanno un impatto visivo potente che riesce a comunicare l’urgenza della crisi climatica e portare questioni complesse al centro del dibattito pubblico. Infatti, una citazione di Tramonte sottolinea: “La fotografia ha il potere unico di cristallizzare l’attenzione su un momento, rendendo il cambiamento climatico impossibile da ignorare”.

L’arte di Tramonte documenta la realtà e ispira una riflessione profonda e invita all’azione. Attraverso il suo lavoro, il pubblico è incoraggiato a considerare il proprio ruolo nella lotta contro il cambiamento climatico, spingendo verso soluzioni concrete e sostenibili.

credits: Simone Tramonte

Promozione di Politiche Sostenibili

L’arte ha da sempre giocato un ruolo importante nell’influenzare le decisioni politiche, servendo come catalizzatore per conversazioni critiche e cambiamenti sociali. Attraverso immagini potenti e messaggi provocatori, gli artisti sfidano le norme stabilite e stimolano il dibattito pubblico, incoraggiando i legislatori a considerare nuove prospettive e soluzioni.

Collaborazioni di successo tra artisti e governi dimostrano il potenziale dell’arte come strumento di advocacy. Un esempio emblematico è la galleria ‘Art × Climate’, presentata nel National Climate Assessment dagli Stati Uniti, che evidenzia come l’arte possa sensibilizzare su questioni climatiche e promuovere politiche sostenibili. Questa iniziativa ha visto la partecipazione di 92 artisti le cui opere rappresentano cause e impatti del cambiamento climatico, coinvolgendo agenzie governative come la National Science Foundation e la FEMA.

Queste collaborazioni sottolineano l’importanza dell’arte nel rafforzare la comprensione pubblica e nel motivare azioni verso politiche ambientali responsabili. Attraverso tali partnership, l’arte continua a dimostrarsi un potente alleato nella lotta contro il cambiamento climatico.

Sfide e Opportunità Future

Nella comunicazione del cambiamento climatico la sfida principale è di mantenere l’attenzione del pubblico in un mondo saturo di informazioni. Inoltre, l’arte deve spesso tradurre concetti scientifici complessi in simboli visivi accessibili, un compito che richiede equilibrio tra precisione e creatività. Un’altra difficoltà significativa è la mancanza di sostegno finanziario per progetti artistici che affrontano il clima, poiché spesso vengono percepiti come meno prioritari rispetto ad altre iniziative ambientali.

Per fortuna, emergono continuamente nuove opportunità per artisti e attivisti. Collaborazioni come quella tra artisti e US Global Change Research Program dimostrano il potenziale di impatto quando arte e scienza si incontrano. Inoltre, le piattaforme digitali offrono uno spazio per amplificare la portata del messaggio artistico, permettendo di raggiungere un pubblico più ampio e diversificato. Queste opportunità alimentano la speranza che l’arte possa continuare a essere una potente voce nella lotta contro il cambiamento climatico.

 

 

Arte climate - Raptech

Oggi ci immergiamo nell’affascinante mondo in cui si intersecano il cambiamento climatico, la transizione energetica e la creatività artistica. È sorprendente vedere come gli artisti utilizzano il proprio talento per sensibilizzare l’opinione pubblica e ispirare azioni su urgenti questioni ambientali.

 

Impatto dei cambiamenti climatici sull’ispirazione artistica

Il cambiamento climatico ha innegabilmente lasciato il segno nel nostro mondo e gli artisti stanno catturando questi cambiamenti attraverso il loro lavoro. Dai potenti dipinti raffiguranti lo scioglimento delle calotte glaciali alle suggestive sculture che rappresentano l’impatto dell’innalzamento del livello del mare, gli artisti stanno usando la loro creatività per riflettere l’urgenza della crisi climatica. I paesaggi mutevoli e i disastri naturali derivanti dal cambiamento climatico forniscono una ricca fonte di ispirazione per gli artisti che cercano di fare una dichiarazione sui cambiamenti ambientali del nostro pianeta.

 

L’arte come strumento di advocacy nella transizione energetica

L’arte ha l’incredibile potere di comunicare idee complesse e ispirare l’azione. Nel campo della transizione energetica, gli artisti utilizzano le loro piattaforme creative per sostenere l’energia rinnovabile e la sostenibilità. Attraverso installazioni, performance e mostre stimolanti, gli artisti puntano i riflettori sulla necessità di passare a fonti energetiche più pulite. Il loro lavoro funge da potente invito all’azione, esortando gli spettatori a considerare l’impatto delle loro scelte energetiche sul pianeta.

 

Collaborazioni tra artisti e organizzazioni ambientaliste

La collaborazione è fondamentale per affrontare le sfide ambientali e gli artisti stanno unendo le forze con le organizzazioni ambientaliste per amplificare il loro messaggio. Attraverso partenariati su progetti di arte pubblica o iniziative per aumentare la consapevolezza sul cambiamento climatico, queste collaborazioni stanno sfruttando il potere collettivo dell’arte e dell’attivismo. Lavorando insieme, gli artisti e le organizzazioni ambientaliste sono in grado di raggiungere un pubblico più ampio e promuovere cambiamenti significativi nelle politiche e nelle pratiche energetiche.

 

Olafur Eliasson

Olafur Eliasson, l’artista danese-islandese noto per le sue installazioni immersive e l’attivismo ambientale, è stato una voce di spicco nella lotta contro il cambiamento climatico. Il lavoro di Eliasson esplora spesso l’intersezione tra arte, natura e sostenibilità, attirando l’attenzione sulla fragilità del nostro pianeta e sull’urgente necessità di azione. Uno dei suoi progetti più famosi, “Ice Watch”, prevedeva di portare gli iceberg in scioglimento dalla Groenlandia alle città di tutto il mondo, fungendo da potente promemoria visivo degli impatti del riscaldamento globale.

 

Marina Abramović

Anche Marina Abramović, artista pionieristica rinomata per il suo lavoro audace e provocatorio, ha dato un contributo significativo al discorso sul cambiamento climatico e sulla conservazione ambientale. Attraverso lavori come “Rising” Abramović esplora i temi dell’interconnessione e del rapporto dell’umanità con il mondo naturale. La sua arte sfida gli spettatori a confrontarsi con il proprio ruolo nel plasmare il futuro del pianeta e a considerare le implicazioni dell’inazione di fronte alla crisi ambientale.

 

Ai Weiwei

Ai Weiwei, il celebre artista e attivista cinese, è un’altra voce potente nel campo della difesa del cambiamento climatico. Conosciuto per le sue opere audaci e politicamente cariche, Ai Weiwei ha utilizzato la sua piattaforma per attirare l’attenzione sulle questioni ambientali e per chiedere una maggiore responsabilità da parte di governi e aziende. Progetti come “Födda i Uppror” e “Sunflower Seeds” evidenziano la complessa interazione tra l’attività umana e il mondo naturale, spingendo gli spettatori a mettere in discussione i sistemi che perpetuano il degrado ambientale e il cambiamento climatico.

 

Francesco Jodice, Gao Rongguo, David Maisel

Francesco Jodice è un fotografo di talento il cui lavoro fa luce sull’impatto dei cambiamenti climatici sui paesaggi urbani. Attraverso la sua accattivante serie fotografica, “What We Want”, Jodice cattura la dura realtà del nostro mondo in cambiamento. Le sue immagini servono a ricordare con forza la necessità di agire per proteggere il nostro ambiente.

La fotografia svolge un ruolo fondamentale nel documentare gli effetti del cambiamento climatico e nella sensibilizzazione sulle questioni ambientali. La serie di Gao Rongguo “Overdevelopment, Overpopulation, Overshoot” cattura le conseguenze del consumo eccessivo sull’ambiente con immagini sorprendenti. Queste immagini stimolanti servono come un campanello d’allarme, spingendo gli spettatori a riflettere sul proprio impatto sul pianeta e sull’urgente necessità di pratiche sostenibili.

Le fotografie aeree “Coal and Ice” di David Maisel offrono una prospettiva unica sull’interconnessione tra le attività umane e il cambiamento climatico. Catturando le miniere di carbone e ritraendo i ghiacciai dall’alto, Maisel evidenzia l’impatto devastante dell’estrazione di combustibili fossili sull’ambiente. Attraverso le sue fotografie, Maisel solleva interrogativi sulla nostra dipendenza dal carbone e sull’urgente necessità di passare a fonti energetiche più pulite e rinnovabili.

 

Street Art

La street art ha la capacità unica di coinvolgere le comunità e comunicare messaggi potenti sul cambiamento climatico. Il murale di Banksy “Prima che sia troppo tardi” raffigura un bambino che pianta un piccolo albero, a simboleggiare la speranza e l’urgenza di fronte alla distruzione ambientale. Quest’opera d’arte funge da invito visivo all’azione, esortando gli spettatori a prendere provvedimenti per proteggere il pianeta per le generazioni future.

 

Marina Zurkow

E infine, ma certamente non meno importante, abbiamo Marina Zurkow, un’artista interdisciplinare il cui lavoro esplora gli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini. Attraverso il suo progetto multimediale, “MORE&MORE (gli oceani invisibili)”, Zurkow attira l’attenzione sugli impatti invisibili ma devastanti del degrado ambientale. La sua arte ci mette a confronto con la realtà delle nostre azioni e con l’importanza di preservare il nostro pianeta.

 

Il ruolo dell’arte nel plasmare la percezione del cambiamento climatico

L’arte ha la capacità unica di evocare emozioni e innescare conversazioni. Quando si tratta di plasmare la percezione pubblica del cambiamento climatico, gli artisti svolgono un ruolo cruciale nel colmare il divario tra dati scientifici ed esperienza umana. Attraverso le loro espressioni creative, gli artisti possono comunicare l’urgenza della crisi climatica in un modo che risuoni con le persone a un livello più profondo. Attingendo alle nostre emozioni e alla nostra immaginazione, l’arte ha il potere di ispirare l’azione e promuovere un impegno collettivo per affrontare il cambiamento climatico.

 

Conclusioni

Dalle opere d’arte ispirate al clima alle iniziative di sensibilizzazione che promuovono l’energia rinnovabile, gli artisti sono in prima linea nel promuovere un cambiamento positivo di fronte alla crisi climatica. La loro creatività, passione e dedizione alla sensibilizzazione sulle questioni ambientali sono davvero stimolanti. Mentre affrontiamo le sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica, continuiamo a sostenere e celebrare l’importante lavoro degli artisti che usano il loro talento per fare la differenza. Insieme possiamo creare un futuro più sostenibile e vivace per il nostro pianeta.

Stern Energy - Raptech

La crescente attenzione verso i cambiamenti climatici e l’esaurimento delle risorse fossili sta portando il mondo verso una nuova era, in cui la digitalizzazione gioca un ruolo fondamentale.

Ma cosa significa esattamente questa transizione energetica e come può la digitalizzazione aiutare le aziende a superare le sfide e sfruttare le opportunità che essa offre?

La transizione energetica è un processo che mira a ridurre l’utilizzo di fonti energetiche non rinnovabili e a promuovere l’adozione di fonti rinnovabili, come l’energia solare, eolica e idroelettrica. Questo è essenziale per ridurre le emissioni di gas serra e limitare i cambiamenti climatici.

Inoltre, la transizione energetica è anche una risposta al crescente esaurimento delle risorse fossili, che sono limitate e non sostenibili a lungo termine. Questo nuovo modello energetico rappresenta una grande sfida, ma allo stesso tempo offre opportunità di sviluppo e innovazione per le aziende.

In questo blog post esamineremo il rapporto tra digitalizzazione e transizione energetica, evidenziando come la sinergia tra questi due ambiti stia ridefinendo il panorama energetico globale.

La trasformazione digitale del sistema energetico rappresenta un fattore significativo che modifica profondamente il processo di produzione, distribuzione, accumulo e gestione dell’energia.

 

Questa rivoluzione digitale è presente in diversi modi:

 

  • Rete Intelligente (Smart Grid): le reti elettriche tradizionali si stanno trasformando in reti intelligenti che utilizzano sensori, dispositivi di controllo e analisi dei dati per ottimizzare la distribuzione dell’energia. Le Smart Grid permettono una rete più flessibile e decentrata consentendo una migliore gestione della domanda e dell’offerta, riducendo gli sprechi e migliorando l’efficienza complessiva.

Le proiezioni suggeriscono che circa il 17% degli investimenti nelle reti sarà orientato verso le innovazioni riguardanti la trasmissione (TSO, Transmission System Operator) e soprattutto la distribuzione (DSO, Distribution System Operator) delle fonti rinnovabili.

 

  • Monitoraggio e analisi dei dati: il processo di digitalizzazione del sistema energetico può essere supportato in modo significativo dall’utilizzo dei dati. I dati possono aiutare a identificare aree di miglioramento nella produzione energetica, fornendo informazioni importanti sulle prestazioni dei sistemi e sulle inefficienze. Questi dati possono essere utilizzati per ottimizzare i processi di produzione, ridurre i costi e aumentare l’efficienza energetica.

 

  • Energia distribuita: questa forma di produzione energetica presenta numerosi vantaggi, tra cui una maggiore sicurezza e resilienza del sistema energetico, una riduzione delle emissioni di gas serra e una maggiore autonomia e indipendenza delle comunità locali. Inoltre, grazie alla digitalizzazione, è possibile gestire in modo più efficiente e intelligente la produzione di energia decentralizzata, ottimizzando l’utilizzo delle fonti rinnovabili e riducendo gli sprechi.

 

Grazie alle iniziative della Commissione Europea, il settore delle rinnovabili sta diventando sempre più efficiente e sostenibile grazie all’utilizzo di dispositivi IoT, contatori intelligenti e reti di connettività 5G e 6G. È importante continuare a investire e sostenere lo sviluppo di queste tecnologie per garantire una transizione alle rinnovabili efficace e inclusiva per tutti. La collaborazione tra tecnologie digitali e rinnovabili è fondamentale per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni e protezione dell’ambiente.

 

La digitalizzazione del sistema energetico richiede soluzioni digitali aperte e interconnesse, insieme alla garanzia di qualità dei dati. Tra i principali elementi fondamentali:

 

  • Monitoraggio e controllo preciso: la digitalizzazione sta rivoluzionando il modo in cui monitoriamo le fonti rinnovabili come l’energia solare ed eolica. Grazie alle tecnologie e ai sistemi avanzati, siamo in grado di raccogliere e analizzare dati più precisi e tempestivi sulle prestazioni di queste fonti energetiche. Ciò ci consente di prendere decisioni informate per ottimizzare la produzione e l’utilizzo dell’energia rinnovabile.
  • Gestione della domanda: la digitalizzazione permette una gestione più flessibile ed efficiente della domanda energetica, garantendo un migliore utilizzo delle risorse rinnovabili disponibili. Ciò si traduce in una maggiore affidabilità del sistema energetico e in una riduzione dei costi per i consumatori.
  • Efficienza energetica: Le tecnologie digitali contribuiscono a ottimizzare l’efficienza energetica nei sistemi, abbattendo gli sprechi e i costi complessivi.
  • Innovazione tecnologica: La digitalizzazione favorisce l’evoluzione innovativa del settore energetico, promuovendo lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni più efficienti e sostenibili.

 

In sintesi, la digitalizzazione svolge un ruolo cruciale come catalizzatore nella transizione energetica. L’integrazione delle tecnologie digitali nelle infrastrutture energetiche contribuisce non solo a ridurre l’impatto ambientale, ma anche ad aumentare l’efficienza, la resilienza e l’innovazione nel settore energetico a livello globale.

 

Il caso studio Stern / Raptech: Operations & Maintenance

Un esempio dell’importanza del binomio transizione digitale ed energetica è rappresentato dalla collaborazione tra Stern Energy, operatore specializzato che offre servizi tecnici di O&M, Asset Management, revamping e construction di impianti fotovoltaici sul territorio europeo, e Raptech, specializzata in sistemi digitali di monitoraggio e asset management.

Le sfide principali poste a Stern in ambito Operations & Maintenance riguardavano la riduzione dei fermi impianto, la massimizzazione della produzione e la ricerca di alte prestazioni nell’impianto e nei sistemi di monitoraggio.

Dal punto di vista tecnico, la gestione di un impianto fotovoltaico può presentare alcune sfide significative. E’ importante comprendere queste sfide per garantire un corretto funzionamento e massimizzare la produzione di energia.

Gli impianti fotovoltaici, soprattutto quelli di grandi dimensioni, richiedono una manutenzione e un monitoraggio continui a causa della complessità e del numero elevato di componenti. Un controllo costante e interventi tempestivi sono essenziali per prevenire guasti o malfunzionamenti, che potrebbero compromettere l’efficienza dell’intero sistema.

L’ottimizzazione dell’energia prodotta è ulteriormente complicata da fattori esterni come le condizioni climatiche e la disponibilità di luce solare. Questi elementi rendono necessario un approccio dinamico alla pianificazione e al monitoraggio, al fine di ottimizzare la produzione di energia e minimizzare gli sprechi.

Un sistema di monitoraggio efficace è quindi imprescindibile per garantire l’efficienza e la produttività di un impianto fotovoltaico. Questo sistema deve essere in grado di raccogliere dati accurati e fornire strumenti per una loro interpretazione e analisi approfondita. Solo attraverso una gestione dati accurata è possibile ottenere informazioni preziose per il miglioramento continuo delle operazioni, la previsione di eventuali problemi e l’adozione di soluzioni proattive.

Grazie alle funzionalità che Raptech fornisce a Stern Energy mediante gli strumenti da loro sviluppati, è possibile utilizzare funzioni pratiche e rilevanti strategicamente nella gestione delle centrali fotovoltaiche, quali:

  1. Call Intra Day: quando un impianto per un motivo o un altro smette di comunicare o comunque di essere raggiungibile dal sistema di monitoraggio principale l’utilizzo della Call IntraDay aiuta Stern Energy a valutare il funzionamento dell’impianto bypassando il sistema di monitoraggio, assicurando che l’impianto sia regolarmente in produzione;
  2. Pods Monthly productions: per la redazione dei report mensili per i clienti, è possibile rilevare il dato di energia immessa del relativo POD (impianto). Tale funzione consente di risparmiare molto tempo per la redazione del report in quanto non è più necessario accedere al portale di E-Distribuzione sui profili delle varie SPV per acquisire il dato;
  3. Registri contatori: per la redazione dei report mensili , i registri dei contatori di produzione vengono rilevati direttamente dai sistemi di Raptech;
  4. Repository: è possibile accedere “all’archivio” di Raptech relativo all’account, nello specifico si possono trovare le curve quartiorarie e giornaliere di tutti gli impianti (di tutti i contatori degli impianti) presenti in quell’account. Tale funzione permette a stern Energy di avere sempre a disposizione le curve in caso di necessità (vedi richieste di verifiche E-Distribuzione o richieste da parte di Clienti);
  5. Meter status: questa funzione permette di verificare le problematiche di tele-lettura per ciascun contatore di produzione. Tramite un monitoraggio giornaliero Stern Energy riesce ad intervenire tempestivamente sugli impianti e risolvere eventuali problematiche che potrebbero ostacolare il gestore di rete alla corretta tele-lettura dei contatori. Un allarme viene creato quando un contatore non viene tele-letto da Raptech per cinque giorni consecutivi;
  6. Monthly Productions: per vedere all’occorrenza i totalizzatori in termini di energia per ciascun contatore, che sia GSE oppure Fedin (anche qui esportabile) per controverifiche e validazione dati.

 

Il caso studio Stern / Raptech: Asset management

L’Asset Management consiste nel controllo e nell’ottimizzazione di tutti gli aspetti dell’impianto fotovoltaico (Commercial, Technical e Financial). Questo include la supervisione tecnica e delle attività di manutenzione dell’impianto, la gestione degli adempimenti amministrativi richiesti dalla normativa, il monitoraggio e la gestione degli incentivi e della vendita dell’energia immessa (inclusi i Certificati di Garanzia di Origine), la gestione e il pagamento delle spese operative, e per concludere, attività di budgeting e analisi finanziaria.

L’obiettivo principale è massimizzare i profitti, ottimizzare la situazione economico-finanziaria e mantenere una relazione efficiente con tutti gli stakeholder coinvolti nel progetto.

Affidarsi a una società di Asset Management come Stern Energy offre numerosi vantaggi. Innanzitutto, si ottiene una maggiore efficienza operativa, un controllo preciso dei ricavi e una significativa riduzione dei costi operativi. La gestione accurata di tutti gli aspetti dell’impianto consente di ottenere il massimo rendimento dall’investimento e di massimizzare i ritorni economici.

Attraverso l’analisi dei dati e delle prestazioni, l’Asset Management può identificare interventi per ottimizzare la produzione di energia. Ciò include la pianificazione strategica delle manutenzioni, l’ottimizzazione delle performance tecniche e la gestione degli acquisti e delle forniture mirati alle esigenze dello specifico impianto.

L’implementazione di un efficiente sistema di Asset Management può portare a una significativa riduzione dei costi di gestione dell’impianto, migliorare la produttività energetica e massimizzare i ricavi derivanti dagli incentivi e dalla vendita dell’energia. Un controllo attento e una gestione proattiva sono fondamentali per garantire il successo a lungo termine degli investimenti in impianti fotovoltaici.

Sul fronte Asset Management le sfide principali di Stern erano molteplici e riguardavano principalmente l’ottimizzazione dei processi nella gestione amministrativa e finanziaria degli impianti:

  • la minimizzazione degli errori di telelettura dei contatori: le esigenze di mercato e la rilevanza economica e finanziaria della problematica agli occhi degli investitori, necessitava un incremento di reattività nell’individuare gli scostamenti ed intervenire prontamente tramite segnalazioni ai gestori di rete e alle autorità di settore, portando risultati economico-finanziari di elevatissima entità ai nostri clienti.

Grazie all’aiuto di Raptech il team di Asset Management di Stern Energy riesce ad individuare tempestivamente eventuali problemi di telelettura e di disconnessione dei contatori e intervenire prontamente, con l’aiuto del reparto O&M, per il loro ripristino, evitando anticipatamente disallineamenti con il distributore di rete che influiscono negativamente sui flussi finanziari del progetto.

  • Pieno controllo delle scadenze e reattività nella lavorazione delle pratiche: mantenere monitorata la sfera degli adempimenti amministrativi e saper prontamente gestire le pratiche di invio di comunicazioni e dati alle Autorità di settore è un elemento distintivo nella gestione dei progetti fotovoltaici e anche di altre tecnologie.

Grazie all’unione tra la tecnologia digitale di Raptech e la competenza e professionalità degli Asset Manager di Stern, l’Azienda è riuscita a creare un sistema efficiente di monitoraggio e gestione automatizzata delle pratiche verso le Autorità di settore, che ha portato ad una minimizzazione dei tempi di gestione e ad un aumento della qualità dei dati trasmessi.

  • Massimizzare i ricavi derivanti dagli incentivi e vendita di energia: l’ottimizzazione dei processi e la qualità del controllo delle fatture di vendita di energia e degli incentivi ricevuti dal GSE sono diventati scopo prioritario nella gestione dei parchi fotovoltaici e non solo. Questa sfida strettamente connessa alla minimizzazione degli errori di telelettura dei contatori è fattrice determinante per la massimizzazione dei profitti ed un efficientamento della situazione economica finanziaria dei progetti.

Con l’aiuto dei sofisticati sistemi informatici di Stern, che si interconnettono automaticamente con il portale di Enel Distribuzione e del GSE, l’Azienda è rapidamente in grado di creare delle stime sui flussi di cassa e ricavi attesi e al contempo confrontarli con i dati a consuntivo ricevuti dal Trader e dal GSE. Questo permette agli Asset Manager di individuare prontamente eventuali incongruenze e di attivare le opportune azioni correttive.

 

Le soluzioni Raptech

Grazie all’innovazione digitale i servizi per i clienti di Stern possono raggiungere nuovi livelli di eccellenza e soprattutto garantire migliore efficienza operativa.

L’integrazione dei sistemi avanzati di Raptech, progettati specificamente per la gestione degli impianti fotovoltaici, permette a Stern di fornire servizi di altissima qualità, rispondendo tempestivamente e in modo efficace alle esigenze dei clienti.

L’innovazione tecnologica e la scelta delle soluzioni giuste sono fondamentali per fornire servizi di valore aggiunto e contribuire concretamente alla transizione energetica. Le soluzioni avanzate di Raptech hanno dimostrato la loro efficacia in vari ambiti, tra cui:

  • Ottimizzazione dei processi di lavoro: Le soluzioni Raptech consentono di perfezionare i flussi di lavoro, migliorando l’efficienza e riducendo i tempi di lavorazione.
  • Condivisione delle informazioni: La piattaforma facilita la comunicazione e la condivisione dei dati tra i diversi attori coinvolti nella gestione degli impianti, assicurando una trasparenza e una collaborazione ottimali.
  • Controlli incrociati: L’utilizzo di dati di alta qualità permette di effettuare controlli incrociati accurati, migliorando la precisione delle operazioni e la rilevazione di eventuali anomalie.
  • Automazione delle attività: Automatizzando le attività meccaniche e ripetitive, il sistema consente di focalizzare l’attenzione su compiti prioritari, aumentando l’efficienza e la produttività complessiva.

Grazie a queste innovazioni, Stern Energy è in grado di massimizzare i ricavi degli impianti fotovoltaici, garantendo al contempo il rispetto degli adempimenti normativi e mantenendo elevati standard di qualità dei dati. L’adozione dei servizi di Stern Energy e delle soluzioni digitali di Raptech rappresenta un passo fondamentale per migliorare la gestione operativa e amministrativa degli impianti, contribuendo in maniera significativa alla sostenibilità e alla redditività del settore fotovoltaico.

 

 

Exxon - raptech.it

Gli analisti di Exxon hanno previsto con precisione il riscaldamento globale dovuto all’uso di combustibili fossili negli anni ’70, ma hanno negato pubblicamente la possibilità di un aumento globale delle temperature.

Gli scienziati di ExxonMobil, secondo un articolo pubblicato recentemente dal The Guardian, negli anni ‘70 hanno equipaggiato una delle superpetroliere della compagnia con attrezzature all’avanguardia per misurare l’anidride carbonica nell’oceano e nell’aria, un primo esempio della massiccia ricerca scientifica sul clima del gigante petrolifero. Secondo il tabloid britannico, il gigante petrolifero Exxon ha privatamente “predetto correttamente e abilmente il riscaldamento globale” per poi passare decenni a spazzare via pubblicamente tale risultato per proteggere il proprio core business.

La palese ipocrisia di ExxonMobil sui cambiamenti climatici causati dall’uomo è stata denunciata nel 2015 da giornalisti investigativi che hanno ottenuto documenti aziendali interni. Questi materiali hanno dimostrato che l’azienda era a conoscenza del riscaldamento globale e delle sue cause già nel 1977.

La ricerca di Supran, Ramstorff e Oreskes

Gli esperti guidati da Jeffrey Supran, uno storico della scienza dell’Università di Harvard, hanno scoperto che ExxonMobil non solo sapeva che i combustibili fossili stavano guidando il cambiamento climatico decenni fa, ma ha anche fatto alcune delle previsioni sul riscaldamento globale tra le più accurate e coerenti dell’epoca.

Mentre i rapporti precedenti si sono concentrati sulle prove testuali delle conoscenze dell’azienda, Supran e due dei suoi coautori, il climatologo dell’Università di Potsdam Stefan Ramstorff e la storica della scienza di Harvard Naomi Oreskes, hanno presentato la prima revisione quantitativa dei primi dati numerici e grafici di ExxonMobil sulla climatologia.

Il nuovo studio di Supran e dei suoi colleghi è iniziato alcuni anni fa dopo che Ramstorff ha twittato un nuovo grafico dell’aumento della temperatura globale negli ultimi decenni, sovrapposto al grafico delle previsioni climatiche del 1982 di ExxonMobil.

L’interrogazione di Alexandria Ocasio-Cortez

La somiglianza tra le proiezioni climatiche di Exxon e ciò che è realmente accaduto è così sorprendente che la deputata Alexandria Ocasio-Cortez ha utilizzato il lavoro di Ramstorff per interrogare Martin Hoffert, uno scienziato del clima che ha lavorato come consulente per ExxonMobil, durante un confronto alla Camera nel 2019. Hoffert ha poi notato che lui ei suoi colleghi erano “scienziati straordinari” che hanno predetto con precisione la traiettoria del cambiamento climatico antropogenico.

Hoffert è ora professore emerito di fisica alla New York University, ma continua a parlare della sua esperienza con ExxonMobil, come molti altri scienziati che hanno svolto ricerche sul clima per l’azienda dagli anni ’70.

Il lavoro di Martin Offert per Exxon

Supran e colleghi fanno spesso riferimento al lavoro di Hoffert e colleghi nel loro nuovo studio, che si basa su un’analisi completa di 32 documenti interni creati dagli scienziati ExxonMobil tra il 1977 e il 2002, nonché su 72 pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione paritaria da parte di scienziati ExxonMobil tra 1982 e 2014.

I risultati mostrano le previsioni prevalentemente accurate di ExxonMobil sulle temperature superficiali medie globali e mostrano anche che la società “ha correttamente respinto la prospettiva di un’era glaciale in arrivo, ha previsto con precisione quando il riscaldamento globale indotto dall’uomo sarebbe stato rilevato per la prima volta e ha ragionevolmente stimato il bilancio del carbonio per mantenere il riscaldamento sotto i 2°C.”

I ricercatori hanno anche scoperto che le proiezioni climatiche presentate durante un briefing interno del 1982 intitolato “The Greenhouse Effect of CO2” sono state successivamente ampiamente diffuse tra la direzione di ExxonMobil ed etichettate come “informazioni riservate solo per uso aziendale autorizzato“.

Il vero scopo di Exxon

Supran osserva che Exxon è stata privatamente chiara sullo scopo del suo coinvolgimento nello studio sul clima, che era essenzialmente una combinazione di raccolta di informazioni e legittimità. Queste informazioni “sono state incorporate in una più ampia strategia aziendale per gestire le sfide dell’azienda alla potenziale minaccia del riscaldamento globale per i suoi interessi commerciali“. Lo scienziato è convinto che quando ExxonMobil, insieme all’intera industria dei combustibili fossili, ha lanciato una massiccia campagna per screditare la scienza del clima e gli scienziati alla fine degli anni ’80, era consapevole del consenso sul riscaldamento globale causato dall’uomo.

Supran ei suoi colleghi sperano che il loro lavoro possa aiutare a fornire responsabilità per le strategie ciniche utilizzate da ExxonMobil e organizzazioni simili che hanno deliberatamente offuscato le informazioni sui cambiamenti climatici. Il nuovo studio offre più terreno per azioni legali, movimenti politici e attivismo civico.