Terna Tag

Teledistacco - Raptech

Dalla scorsa primavera, molti operatori del settore fotovoltaico si sono trovati di fronte a un evento inatteso: impianti spenti da remoto, nel pieno della giornata produttiva. Non un guasto, non un problema tecnico. Un comando di distacco arrivato dalla rete.

È l’effetto concreto della Delibera ARERA 23/2026/E/eel, in vigore dal 16 marzo scorso. Per capire cosa sta succedendo, e cosa ci aspetta nei mesi estivi, è utile fare un passo indietro.

 

Cos’è la procedura RiGeDi

RiGeDi (Riduzione della Generazione Distribuita) è la procedura con cui Terna, tramite le imprese distributrici, può ordinare il distacco da remoto degli impianti di generazione distribuita quando la produzione supera la capacità di assorbimento della rete. Attraverso questa procedura, Terna può operare azioni di modulazione straordinaria a scendere mediante teledistacco degli impianti di generazione distribuita, al fine di garantire la sicurezza del sistema elettrico nazionale.

Il meccanismo non è una novità assoluta. L’Allegato A.72 al Codice di Rete trova applicazione per gli impianti fotovoltaici ed eolici con potenza nominale complessiva pari o superiore a 100 kW connessi alle reti di media tensione. Quello che è cambiato con la delibera di febbraio è la serietà con cui viene applicato, e le conseguenze economiche per chi non si è adeguato.

 

La novità della Delibera 23/2026: dall’obbligo tecnico all’enforcement economico

Fino a marzo, molti impianti risultavano formalmente predisposti al teledistacco ma di fatto non operativi: modem non comunicanti, comandi non eseguiti, prove non superate. Una situazione diffusa e per lo più tollerata. Con la Delibera 23/2026, ARERA ha introdotto meccanismi di enforcement economico per gli impianti che non rispettano gli obblighi di teledistacco. Il teledistacco non è più solo un requisito tecnico da dichiarare, ma un obbligo operativo con conseguenze economiche dirette.

Le conseguenze sono precise e già operative. A partire dal 16 marzo 2026, per gli impianti non conformi è sospesa la remunerazione dell’energia immessa in rete fino all’avvenuto adeguamento. La misura riguarda anche gli impianti con convenzione attiva con il GSE, per i quali è temporaneamente bloccata l’erogazione delle partite economiche spettanti.

Entro il 15 marzo 2026, e-Distribuzione ha trasmesso a Terna e GSE l’elenco dei produttori i cui modem non comunicano con il sistema di teledistacco RiGeDi, oppure, pur comunicando, non attuano i comandi di distacco a seguito delle prove effettuate. Per questi impianti, il blocco dei ricavi è attivo da ormai tre mesi.

 

Perché l’estate è il momento più critico

Nei primi due mesi del 2026, la produzione fotovoltaica italiana è cresciuta del 21% rispetto allo stesso periodo del 2025. Con giugno e luglio, le settimane di picco assoluto della generazione solare, le situazioni di overgeneration nella rete di distribuzione diventano strutturalmente più frequenti e più intense.

La rete italiana è costruita per distribuire energia, non per gestire flussi bidirezionali massicci su scala distribuita. Il teledistacco è lo strumento con cui il sistema si protegge quando la generazione locale supera la capacità di smaltimento. In estate, questo strumento viene utilizzato molto più spesso che in qualsiasi altro periodo dell’anno. Chi non ha ancora regolarizzato la propria posizione si troverà esposto a distacchi più frequenti e a una sospensione dei ricavi che si prolunga.

Il contesto strutturale lo descrive bene l’EU Solar Market Outlook 2025–2030 di SolarPower Europe: la mancanza di flessibilità di sistema, storage, demand response, digitalizzazione della rete, sono oggi il principale freno alla crescita del fotovoltaico europeo. Il teledistacco è, in questo senso, una misura emergenziale che supplisce a soluzioni strutturali ancora insufficienti. Funziona, ma il costo operativo ricade direttamente sugli operatori non conformi.

 

Le implicazioni per chi gestisce un portafoglio

Per chi gestisce più impianti, questo introduce una variabile nuova nel controllo degli asset: non basta sapere che un impianto sta producendo. Bisogna sapere se ha ricevuto comandi di distacco, per quanto tempo è rimasto inattivo su ordine della rete, e se quella inattività è stata correttamente registrata ai fini della rendicontazione degli incentivi e dei ricavi da vendita.

Un impianto distaccato per ordine di Terna non è un impianto in guasto. Ma se il dato di produzione non viene riconciliato con l’evento di distacco, il rischio è una discrepanza silenziosa tra produzione attesa e produzione effettiva, con ricadute dirette sul controllo degli incentivi, sulla verifica delle fatture dei trader e sulla gestione dei contratti PPA.

 

Cosa fare adesso

Per chi ha impianti ancora non conformi, il tempo utile per intervenire prima del picco estivo si sta esaurendo. Le azioni prioritarie sono verificare lo stato del modem di teledistacco, riscontrare l’esito delle prove effettuate dal distributore e, se il blocco dei ricavi è già scattato, attivarsi per ottenere la riattivazione delle partite economiche sospese presso il GSE.

Per chi è già conforme, l’attenzione si sposta sul monitoraggio: distinguere i periodi di distacco ordinato da quelli di effettiva sotto-produzione, tenere traccia della frequenza e della durata dei distacchi, e verificare che i dati di produzione trasmessi al GSE riflettano correttamente la realtà operativa dell’impianto.

Il fotovoltaico italiano produce più che mai. La rete sta imparando a gestirlo. Il disallineamento tra i due processi, per ora, si scarica su chi non ha ancora fatto i conti con questa nuova normalità.

Fonti: ARERA Delibera 23/2026/E/eel; e-Distribuzione; QualEnergia; Terna, Codice di Rete Allegato A.72.