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	<title>comunità energetiche Archives - Raptech</title>
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	<title>comunità energetiche Archives - Raptech</title>
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		<title>Oltre l’incentivo: perché il futuro delle Comunità Energetiche Rinnovabili passa da dati, governance e tecnologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 07:10:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CER]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) non sono più un mero esercizio teorico o una misura emergenziale di transizione: sono a tutti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)</strong> non sono più un mero esercizio teorico o una misura emergenziale di transizione: sono a tutti gli effetti un nuovo modello di organizzazione economica, energetica e sociale per il nostro Paese. È questo il messaggio emerso dal convegno istituzionale tenutosi presso la sede del <strong>CNEL</strong>, organizzato in stretta sinergia con <strong>ENEA</strong> e con la partecipazione dei vertici del <strong>Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE)</strong>, di <strong>ARERA</strong>, del <strong>GSE</strong>, del mondo bancario, cooperativo e della filiera tecnologica.</p>
<p>Un incontro di primo piano che ha segnato un passaggio chiave: il superamento definitivo della fase di “startup” delle CER per approdare alla fase del consolidamento strutturale. Non basta più installare pannelli per incassare un beneficio economico di breve termine; serve costruire ecosistemi integrati, piattaforme di servizi territoriali e un&#8217;infrastruttura digitale e di rete capace di abilitare la vera flessibilità del sistema elettrico.</p>
<p>In questo scenario di trasformazione profonda, chi lavora nella gestione, nell’asset management e nel monitoraggio degli impianti rinnovabili si trova di fronte a una sfida e a un’opportunità industriale senza precedenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La “rete di reti” e la svolta costituzionale dei corpi intermedi</strong></h2>
<p>Ad aprire i lavori è stato il Presidente del CNEL <strong>Renato Brunetta</strong>, affiancato dal video messaggio del Ministro <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong> e dall&#8217;intervento della Presidente di ENEA <strong>Francesca Mariotti</strong>.</p>
<p>Brunetta ha evidenziato come le comunità energetiche rappresentino la concreta attuazione dell’art. 99 della Costituzione: un terreno d&#8217;elezione per i <strong>corpi intermedi</strong> (imprese, lavoratori, terzo settore, consorzi di bonifica, enti locali) per ricostruire coesione sociale e governare le grandi transizioni demografiche ed energetiche.</p>
<p><em>“Chi ha una rete ha un tesoro. Oggi chi ha una rete di reti ha un tesoro all’ennesima potenza.”</em></p>
<p>Dal punto di vista sistemico, come confermato dal Ministro Pichetto Fratin, le CER rappresentano un presidio contro lo spopolamento delle aree interne e montane, uno strumento di contrasto alla povertà energetica e un pilastro per centrare i target PNIEC. Un impegno suggellato formalmente proprio durante l&#8217;evento con la <strong>firma del protocollo d&#8217;intesa tra CNEL ed ENEA</strong>, destinato a tradursi in proposte operative e disegni di legge dedicati alla semplificazione e al potenziamento delle CER.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Lo stato dell’arte: i numeri del GSE, il PNRR e il nodo delle risorse</strong></h2>
<p>Il punto sull&#8217;attuazione pratica è stato affidato a <strong>Luca Barberis</strong> (Direttore Fonti Rinnovabili del GSE) e a <strong>Stefania Crotta</strong> (Direttore Generale del MASE).</p>
<p>I numeri testimoniano un fermento straordinario:</p>
<ul>
<li>Oltre <strong>48.000 istanze PNRR pervenute</strong> al 30 novembre 2025;</li>
<li>Più di <strong>4.500 configurazioni già in qualifica/esercizio</strong> e un raddoppio del target potenziale rispetto all&#8217;1,7 GW originariamente pianificato;</li>
<li>Una rimodulazione delle risorse a circa 800 milioni di euro con la trasformazione in <em>facility</em>, che ha garantito una proroga operativa fondamentale: <strong>24 mesi dall&#8217;assegnazione e comunque fino al 31 dicembre 2027 per realizzare i progetti</strong>.</li>
</ul>
<p>Tuttavia, come evidenziato da <strong>Andrea Brugnach</strong> (Vicepresidente di Italia Solare), non ci si può nascondere dietro i soli numeri di potenza autorizzata. Ad oggi le configurazioni operative raccolgono circa <strong>37.000 membri effettivi, ovvero lo 0,1% dei punti di prelievo (POD) nazionali</strong>, con una media di soli 10 partecipanti per comunità.</p>
<p>Il rischio concreto? Quello di avere migliaia di impianti realizzati ma configurazioni &#8220;nane&#8221; prive di un reale volume di utenze di consumo. Per scongiurare questo cortocircuito, <strong>il GSE e il MASE stanno lavorando per accorciare i tempi di valorizzazione della tariffa premio</strong> (superando la distanza tra acconto e conguaglio per arrivare a un feedback quasi in tempo reale sui comportamenti) e per dirottare eventuali economie residue a copertura delle istanze rimaste in graduatoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Regolazione e mercato: flessibilità, demand-response e scorporo in bolletta</strong></h2>
<p>Il passaggio da &#8220;produttore passivo&#8221; a <strong>prosumer attivo</strong> porta con sé impatti radicali sulla gestione delle reti di distribuzione e trasmissione.</p>
<p><strong>Livio De Santoli</strong> (Membro del Collegio di ARERA) ha chiarito le priorità regolatorie per i prossimi sette anni, definiti come <em>&#8220;i 7 anni della rivoluzione energetica&#8221;</em>:</p>
<ol>
<li><strong>Valorizzazione dell’energia condivisa e scorporo in bolletta:</strong> con l&#8217;avvio del procedimento di fine giugno 2026, l&#8217;Autorità punta a scorporare direttamente dalla bolletta le componenti tariffarie di rete per l&#8217;energia simultaneamente prodotta e consumata in prossimità.</li>
<li><strong>Gestione della non programmabilità e Demand-Response:</strong> l&#8217;Italia sconta costi dell&#8217;energia legati alla dipendenza dal gas. Il disaccoppiamento richiede flessibilità della domanda, coordinata attraverso sistemi di accumulo (<em>storage</em>) e modulazione dei consumi.</li>
<li><strong>Infrastrutture di connessione:</strong> a fronte di richieste di connessione a terra pari a 10-15 volte gli obiettivi PNIEC, il MASE ha già destinato 270 milioni di euro ai distributori (DSO) per nuove cabine primarie e centri stella, e 400 milioni a Terna (TSO) per la smartizzazione e la resilienza di rete.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La tavola rotonda: finanza, bancabilità e la sfida &#8220;Oltre l’Incentivo&#8221;</strong></h2>
<p>Coordinata da <strong>Matteo Caldera</strong> (ENEA), la prima tavola rotonda ha affrontato il tema chiave della sostenibilità economica delle CER dopo la scadenza dei decreti incentivanti.</p>
<ul>
<li><strong>Il mondo bancario (ABI, Banca Etica, Federcasse):</strong> <strong>Angelo Peppetti</strong> (ABI) e <strong>Paolo Vierucci</strong> (Banca Etica) hanno rilanciato la necessità di una sezione speciale dedicata alle CER all&#8217;interno del Fondo Centrale di Garanzia PMI (con effetto leva revolving) e la standardizzazione metodologica dei business plan. Banca Etica, con oltre 150 CER a portafoglio, ha dimostrato come l’applicazione di un <em>Impact Appetite Framework</em> (ESG) premi la qualità dell&#8217;investimento. <strong>Gianni Parigi</strong> (Federcasse) ha ricordato il modello toscano di cooperativa di credito regionale, pensata per difendere il valore mutualistico e sostenere gli installatori locali.</li>
<li><strong>Finanziarie regionali e One-Stop Shop:</strong> <strong>Carmelo Campagna</strong> (ANFIR) ha sottolineato come le finanziarie pubbliche regionali rappresentino l’ultimo miglio per strutturare filiere bancabili e aggregare progetti, mentre <strong>Benedetta Brighenti</strong> (RENAEL) ha illustrato il ruolo decisivo delle agenzie energetiche locali come <em>One-Stop Shop</em> (previsti anche dalla direttiva EPBD) per accompagnare cittadini e PA verso il distretto energetico positivo (<strong>PED &#8211; Positive Energy District</strong>).</li>
<li><strong>Consumatori e terzo settore:</strong> <strong>Tiziana Toto</strong> (Cittadinanza Attiva) e <strong>Alessandro Caffi</strong> (CEI) hanno ricordato che senza fiducia, trasparenza negli statuti e linguaggi semplici, i cittadini non aderiranno mai.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>Dalla teoria al cantiere: piattaforme di servizi e tecnologia abilitante</strong></h2>
<p>La seconda tavola rotonda, moderata da <strong>Paolo Zangheri</strong> (ENEA), ha visto confrontarsi il mondo della cooperazione (<strong>Maria Adele Prosperoni</strong> di Confcooperative, <strong>Giorgio Nanni</strong> di Legacoop col progetto <em>Respira</em>), le associazioni di filiera e gli operatori industriali.</p>
<p>Due contributi tecnici hanno delineato con precisione il ruolo della digitalizzazione:</p>
<ul>
<li><strong>Michele Vitiello (IFEC / WEC Italia):</strong> ha posto l&#8217;accento sul <em>trilemma energetico</em> (sicurezza, accessibilità, sostenibilità). Con il sistema che passa da piramidale a distribuito, le CER diventano nodi intelligenti (assimilabili a network blockchain) che devono proteggere la resilienza cibernetica e modulare la domanda per evitare congestioni.</li>
<li><strong>Violetta Scipinotti (E2.0) e Alfonso Bonafede (Federesco):</strong> hanno esortato a non considerare le CER <em>&#8220;come un panda in via d&#8217;estinzione da difendere con la cassa pubblica&#8221;</em>, bensì come un <strong>soggetto ibrido abilitato a fare business e redistribuire valore sociale</strong>. Dalle applicazioni di micro-welfare locale abilitate da token multichain alla valorizzazione del Conto Termico 3.0 e contratti EPC, la CER si trasforma da semplice configurazione elettrica a vera e propria piattaforma multi-servizio.</li>
</ul>
<p>Come ha chiosato <strong>Sergio Olivero</strong> (Politecnico di Torino &#8211; Gruppo Tenval CNEL), <strong>le CER sono innanzitutto &#8220;giacimenti di dati&#8221;</strong>. La gestione puntuale delle letture di quarto d&#8217;ora, il calcolo della contemporaneità tra produzione e prelievo, la monetizzazione dei crediti di carbonio e l&#8217;interoperabilità tra inverter, batterie e consumi industriali sono la vera frontiera economica di questi soggetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><strong>La prospettiva di Raptech: il dato come pilastro dell’energia distribuita</strong></h2>
<p>Le conclusioni tirate da <strong>Paolo Pirani</strong> (Consigliere CNEL) e da <strong>Raffaele Morese</strong> (Associazione Nuovi Lavori) hanno fissato il traguardo: serve una <strong>cabina di regia nazionale</strong> e un quadro di regole stabili per canalizzare l&#8217;energia della società civile ed evitare di guidare <em>&#8220;una Formula 1 col freno a mano tirato&#8221;</em>.</p>
<p>Per gli operatori del fotovoltaico e delle rinnovabili, il messaggio del convegno è limpido: <strong>l&#8217;era degli impianti passivi incentivati a prescindere dal loro profilo d&#8217;impiego è terminata</strong>.</p>
<p>Una CER vive, prospera e remunera i propri membri solo se:</p>
<ol>
<li><strong>Monitora in real-time</strong> i flussi fisici di ciascun punto della rete per massimizzare la quota di energia condivisa;</li>
<li><strong>Integra e controlla</strong> generazione fotovoltaica, sistemi di storage, colonnine di ricarica ed elettrificazione dei carichi termici;</li>
<li><strong>Garantisce affidabilità e trasparenza</strong> dei dati per l&#8217;accesso al credito bancario, per le rendicontazioni verso il GSE e per la ripartizione dei benefici tra i membri.</li>
</ol>
<p>In questo nuovo paradigma dell’energia condivisa, la tecnologia informatica, il monitoraggio avanzato e le piattaforme cloud di gestione energetica non sono un costo accessorio: <strong>sono il vero motore che trasforma la complessità burocratica in valore economico, ambientale e sociale per i territori</strong>.</p>
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		<title>Comunità Energetiche: situazione in Italia</title>
		<link>https://www.raptech.it/comunita-energetiche-situazione-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2023 14:35:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le comunità energetiche hanno una lunga storia nell&#8217;Europa occidentale, dove sono state lanciate come progetti energetici anti-nucleari e anti-combustibili fossili sin...</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le comunità energetiche hanno una lunga storia nell&#8217;Europa occidentale, dove sono state lanciate come progetti energetici anti-nucleari e anti-combustibili fossili sin dagli anni &#8217;70.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi sono sempre più un baluardo chiave contro la crisi climatica, rilanciando l&#8217;economia locale e rivitalizzando le comunità.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="h-cosa-sono-le-comunita-energetiche-rinnovabili"><strong>Cosa sono le Comunità Energetiche Rinnovabili</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>Comunità Energetiche Rinnovabili</strong> <strong>(CER)</strong> sono un modello di gestione dell&#8217;energia, che comprende gruppi di cittadini, imprese o enti locali che si uniscono per produrre, consumare e scambiare energia rinnovabile. Queste comunità sono basate sulla condivisione dei vantaggi e delle responsabilità, e mirano a promuovere la transizione verso un sistema energetico sostenibile e decentralizzato, in modo da ridurre la dipendenza dalle fonti di energia tradizionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le comunità energetiche rinnovabili possono essere costituite da diversi tipi di attori, tra cui privati, aziende, agricoltori e amministrazioni pubbliche locali. Inoltre, queste comunità possono essere di dimensioni diverse, a seconda delle esigenze della zona in cui sono presenti. L&#8217;energia prodotta dalle comunità energetiche rinnovabili può essere utilizzata per alimentare le abitazioni, le attività commerciali e l&#8217;illuminazione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono costruite sul concetto di autoconsumo energetico locale. Sebbene non sia un concetto nuovo, ha acquisito importanza negli ultimi anni per i numerosi vantaggi che offre e perché ha ricevuto un certo status legale e giuridico sulla strada per diventare una leva chiave per accelerare la transizione verso un&#8217;energia più sostenibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fa una comunità energetica?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La comunità energetica è libera di impegnarsi nella produzione, distribuzione, fornitura, consumo, aggregazione e stoccaggio di energia, come l&#8217;installazione di parchi fotovoltaici o di turbine eoliche. Allo stesso tempo, tale comunità ha il diritto di offrire servizi di efficienza energetica o servizi di ricarica per veicoli elettrici nella sua località. In questo caso la comunità può ed è incoraggiata a sfruttare opportunità di produzione di energia rinnovabile che possono essere implementate più facilmente per aree più piccole che a livello nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assieme a questo diritto all&#8217;attività, una comunità energetica ha anche l&#8217;obbligo di possedere e gestire una centrale elettrica o un impianto di produzione di energia elettrica. Tali norme assicurano il coinvolgimento della comunità nell&#8217;efficienza dei consumi energetici locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Regolamentazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo della Regolamentazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili è quello di creare un quadro normativo chiaro e stabile per la creazione e lo sviluppo di queste comunità. Ciò permette di aumentare la sicurezza giuridica per gli investitori, stimolare la partecipazione dei cittadini e promuovere la diffusione delle fonti di energia rinnovabile in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie alla conversione in legge del <strong>Decreto Milleproroghe 162/2019</strong> anche in Italia sono state introdotte le “Comunità Energetiche Rinnovabili” previste dalla <strong>Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE),</strong> ovvero associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi finalizzati alla produzione e all’autoconsumo di energia prodotta da fonti rinnovabili. Questo decreto ha introdotto il concetto di &#8220;comunità energetica&#8221; e ha stabilito le regole per la creazione e il funzionamento di queste comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa conversione in legge rappresenta un importante passo verso uno scenario energetico basato sulla generazione distribuita che certamente potrà favorire lo sviluppo di energia cosiddetta “a&nbsp; chilometro zero” e di reti intelligenti o Smart Grid.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono gli elementi chiave di una comunità energetica?</strong></h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Possono partecipare come membri le persone fisiche, le persone giuridiche, gli enti locali (compresi i comuni) o le PMI.</li>



<li>Controllo democratico e processo decisionale: la comunità energetica deve essere controllata dai membri e deve essere &#8220;autonoma&#8221;: nessun singolo membro (soprattutto una società o un istituto finanziario) può esercitare un&#8217;influenza sproporzionata sulle decisioni della comunità.</li>



<li>Partecipazione aperta e volontaria: la comunità deve essere aperta a tutti i possibili membri sulla base di criteri non discriminatori e consentire loro di ritirarsi.</li>



<li>Scopo alternativo all&#8217;ottenimento del profitto: la comunità energetica deve avere come scopo principale l&#8217;erogazione di vantaggi ambientali, economici o sociali tra i suoi membri. I membri della comunità possono ottenere un ritorno finanziario sul loro investimento.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono i vantaggi delle comunità energetiche?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le comunità energetiche offrono numerosi vantaggi e benefici sia per i singoli partecipanti che per l&#8217;intera comunità. Questi sono un esempio di economia circolare e di sviluppo sostenibile, in quanto promuovono l&#8217;uso di fonti di energia pulita e riducono la dipendenza dalle fonti fossili. Inoltre, le comunità energetiche possono contribuire a creare posti di lavoro locali e a ridurre i costi energetici per i membri.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><em>Riduzione dei costi energetici. </em></strong>Grazie alla condivisione di energia tra i membri della comunità, si possono ottenere prezzi più bassi rispetto all&#8217;acquisto di energia da fonti tradizionali.</li>



<li><strong><em>Riduzione delle emissioni di CO2. </em></strong>Le comunità energetiche possono anche contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2. Utilizzando fonti di energia rinnovabile, come l&#8217;energia solare o eolica, le comunità energetiche possono ridurre l&#8217;impatto ambientale della produzione di energia.</li>



<li><strong><em>Maggiore sicurezza energetica. </em></strong>Le comunità energetiche offrono anche maggiore sicurezza energetica. Grazie alla produzione di energia all&#8217;interno della comunità e alla condivisione di energia tra i membri, si riduce la dipendenza dalle fonti di energia tradizionali e dai fornitori esterni. Inoltre, in caso di blackout o interruzioni di energia, le comunità energetiche possono continuare a funzionare grazie alla loro capacità di produrre e condividere energia in modo indipendente.</li>



<li><strong><em>Sviluppo di comunità locali. </em></strong>Le comunità energetiche rappresentano un&#8217;opportunità per lo sviluppo di comunità locali. Queste sono basate sulla partecipazione attiva dei cittadini, che si uniscono per produrre, distribuire e consumare energia. In questo modo si crea una maggiore consapevolezza e coinvolgimento dei cittadini nella gestione dell&#8217;energia, favorendo lo sviluppo di comunità locali più resilienti e sostenibili.</li>



<li><strong><em>Miglioramento della qualità dell&#8217;aria. </em></strong>La produzione di energia da fonti rinnovabili, come il sole e il vento, non emette sostanze inquinanti nell&#8217;atmosfera, cosi le CER contribuiscono al miglioramento della qualità dell&#8217;aria. Inoltre, le comunità energetiche possono promuovere l&#8217;uso di veicoli elettrici o a idrogeno, riducendo ulteriormente le emissioni di gas nocivi per la salute</li>



<li><strong><em>Promozione dell&#8217;innovazione tecnologica. </em></strong>La partecipazione attiva dei cittadini nella gestione dell&#8217;energia crea un ambiente favorevole all&#8217;innovazione, incoraggiando lo sviluppo di nuove tecnologie e soluzioni per la produzione, distribuzione e consumo di energia. Le comunità energetiche possono favorire la diffusione di tecnologie già esistenti, come i pannelli solari e le turbine eoliche, rendendole più accessibili ai cittadini.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia: la situazione attuale e prospettive</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Attualmente, in Italia ci sono alcune Comunità Energetiche Rinnovabili che stanno cercando di promuovere l&#8217;uso di energia rinnovabile. Queste comunità sono composte da persone che credono nella necessità di un cambiamento verso fonti di energia sostenibili e che vogliono fare la loro parte per contribuire a questo cambiamento. Le Comunità Energetiche Rinnovabili stanno diventando sempre più popolari in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo i dati del Registro delle Comunità Energetiche Rinnovabili, aggiornati al marzo 2023, sono state costituite 120 CER in tutta Italia, principalmente nelle regioni del Nord. Le CER producono principalmente energia da fonti solari e idroelettriche, ma si stanno sviluppando anche progetti di produzione da biomasse e geotermia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia ci sono più di 3.500 Comuni che usano solo energia rinnovabile e in cui la produzione elettrica da rinnovabili supera i fabbisogni delle famiglie residenti. Inoltre, secondo uno studio del Politecnico di Milano, (Electricity Market Report) stima che entro il 2025 le&nbsp;<em>energy community</em>&nbsp;italiane saranno circa 40mila e coinvolgeranno circa 1,2 milioni di famiglie, 200mila uffici e 10mila PMI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il prossimo futuro, è attesa una crescita esponenziale del numero di Comunità energetiche.</p>
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